Papa Francesco: a Migrantes, “se non arriviamo all’integrazione, possono esserci problemi gravi”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Gli immigrati, se li si aiuta a integrarsi, sono una benedizione, una ricchezza e un nuovo dono che invita una società a crescere”. A ribadirlo, “alla luce dell’esperienza latinoamericana” e sulla scorta della Fratelli tutti, è il Papa, che nel discorso rivolto ai partecipanti al Convegno europeo delle Missioni Cattoliche Italiane, promosso dalla Fondazione Migrantes della Cei, ha citato anche il contributo positivo al dialogo tra le generazioni fornito dalle “espressioni della pietà popolare”. “Ricevere, accompagnare, promuovere e integrare, i quattro passi”, ha proseguito Francesco a braccio: “Se non arriviamo all’integrazione, possono esserci problemi gravi. Io penso sempre alla tragedia di Zaventem: coloro che anno fatto questo erano figli di immigrati, ma non integrati, ghettizzati”. “Lo stesso si può dire anche per l’Europa”, la tesi del Papa: “Gli emigranti sono una benedizione anche per e nelle nostre Chiese in Europa. Se integrati, possono aiutare a far respirare l’aria di una diversità che rigenera l’unità; possono alimentare il volto della cattolicità; possono testimoniare l’apostolicità della Chiesa; possono generare storie di santità”. “Non dimentichiamo, ad esempio, che Santa Francesca Saverio Cabrini, suora lombarda emigrante tra gli emigranti, è stata la prima santa cittadina degli Stati Uniti d’America”, ha fatto notare Francesco: “Nello stesso tempo, le migrazioni hanno accompagnato e possono sostenere, con l’incontro, la relazione e l’amicizia, il cammino ecumenico nei diversi Paesi europei dove i fedeli appartengono in maggioranza a comunità riformate o ortodosse”.

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