Rapimento p. Maccalli: Fides, chiusa la sua missione di Bomoanga, ma per i confratelli non muore la speranza

Sono ormai passati tre mesi dal rapimento di padre Pier Luigi Maccalli, sacerdote della Società per le missioni africane (Sma). Non vi è nessuna notizia certa sul luogo in cui è tenuto prigioniero né sui passi intrapresi per liberarlo, riferisce l’agenzia Fides. La sua missione di Bomoanga, in Niger, dove ha lavorato per più di 11 anni, è stata chiusa: i missionari e le suore hanno dovuto rifugiarsi a Niamey, la capitale. I pochi cristiani rimasti sono nello sconforto. Come sarà il loro Natale quest’anno? E come lo vivrà padre Gigi? “Attraverso alcuni scritti dello stesso p. Gigi, noi tutti, suoi confratelli Sma, teniamo viva la speranza”, scrive a Fides p. Marco Prada. Per le celebrazioni natalizie del 2013 p. Gigi scriveva: “La sera, nella mia missione, alzo sovente lo sguardo verso il cielo. Oggi capisco perché ci sono tante stelle così luminose: sono le stelle degli innocenti”. Poi, con riferimento alla macabra scoperta di 92 cadaveri di migranti ritrovati a una decina di chilometri dalla frontiera con l’Algeria, tra cui 48 bambini “È la strage degli innocenti che continua da quel lontano e sempre prossimo giorno di Betlemme”. A Natale 2017 – l’ultimo trascorso in libertà nella sua comunità – p. Gigi invitava a non rinunciare alla speranza: “La vita è un intreccio di due fili: gioie e pene. Solo i pastori hanno udito gli angeli cantare in cielo la notte di Natale; ma molti hanno udito il dolore affranto delle donne di Betlemme che hanno pianto i santi innocenti. Natale tra lacrime di gioia e di dolore, che si fondono insieme in un unico abbraccio, nel fiume della vita. Così è in missione: un intreccio di esperienze ed emozioni forti che raccontano la bellezza dell’avventura umana, che persino Dio ha voluto condividere ed abbracciare…. ma non abbandoniamo la speranza che un giorno il deserto fiorirà!”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano