Notizie Sir del giorno: coronavirus, Papa su diritto e dittature, incontro Cei Mediterraneo, Giornata vittime reato, alluvioni Bolivia, Mattarella a Tempio Maggiore

Coronavirus Covid-19: 16 nuovi casi in Italia tra Lombardia e Veneto. Card. Bassetti (Cei), “vicini a coloro che sono sospettati di essere infettati”

Vicinanza della Chiesa italiana alle persone che sono state contagiate in Italia dal coronavirus Covid-19 e per quanto riguarda le norme igieniche, la Cei è in contatto con il ministero della Salute. “Se è per il bene della salute e se è per il bene dei nostri cittadini, affronteremo anche qualche sacrificio”. Lo ha detto il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana, parlando ai giornalisti a Bari, a margine dell’incontro della Cei sul Mediterraneo, nel giorno in cui, in Italia, si sono registrati 16 nuovi casi di contagio: 14 in Lombardia (nel Lodigiano) e due in Veneto (nel Padovano), tra i quali cinque operatori sanitari. “Siamo vicini a coloro che sono sospettati di essere infettati”, ha detto il card. Bassetti: “Questa è la prima cosa che diciamo perché ci rendiamo conto a quali problemi loro per primi vanno incontro. Per quel che riguarda tutte le norme igieniche da seguire, siamo continuamente in contatto con il ministero della Sanità. Se è per il bene della salute e se è per il bene dei nostri cittadini, affronteremo anche qualche sacrificio ma finché non ci vengono date norme precise, anche noi siamo nella condizione di attendere”. (clicca qui)

Papa Francesco: a Pont. Consiglio testi legislativi, “le dittature nascono e crescono senza diritto” ma “nella Chiesa non può succedere questo”

“È necessario riacquisire e approfondire il senso vero del diritto nella Chiesa, corpo mistico di Cristo, dove la preminenza è della Parola di Dio e dei Sacramenti, mentre la norma giuridica ha un ruolo necessario, ma subordinato e al servizio della comunione”. Lo ha detto il Papa, ricevendo in udienza i partecipanti alla plenaria del Pontificio Consiglio per i testi legislativi, il cui compito – ha spiegato Francesco – consiste nel favorire “una genuina formazione giuridica nella Chiesa, che faccia comprendere la pastoralità del diritto canonico, la sua strumentalità in ordine alla salus animarum (can. 1752), la sua necessità per ossequio alla virtù della giustizia, che sempre deve essere affermata e garantita”. “Far conoscere e applicare le leggi della Chiesa non è un intralcio alla presunta ‘efficacia’ pastorale di chi vuol risolvere i problemi senza il diritto – ha precisato il Papa – bensì garanzia della ricerca di soluzioni non arbitrarie, ma veramente giuste e, perciò, veramente pastorali. Evitando soluzioni arbitrarie, il diritto diventa valido baluardo a difesa degli ultimi e dei poveri, scudo protettore di chi rischia di cadere vittima dei potenti di turno”. “Noi vediamo oggi in questo contesto di guerra mondiale a pezzetti, vediamo come sempre c’è la mancanza del diritto, sempre. Le dittature – ha ammonito Francesco – nascono e crescono senza diritto. Nella Chiesa non può succedere questo”. (clicca qui)

Incontro Cei sul Mediterraneo: Roccucci (Univ. Roma Tre), “l’irrilevanza non è il destino dei cristiani”, “c’è sete di pace nel Mediterraneo”

(da Bari) “L’irrilevanza non è il destino dei cristiani. Non lo è neanche nel Mediterraneo del XXI secolo”. Ne è convinto Adriano Roccucci, che con la sua relazione ha aperto la terza giornata di lavori dell’incontro “Mediterraneo, frontiera di pace”, promosso dalla Cei a Bari. “Nel nostro tempo non possiamo rassegnarci all’insignificanza di una qualche funzione residuale di carattere decorativo o identitario o consolatorio”, la proposta del relatore, a partire dalla consapevolezza che “c’è sete di pace nel Mediterraneo ferito da troppi conflitti”. “La pace ha bisogno di dialogo e di amicizia, di costruire ponti e superare i muri della divisione e dell’odio”, la proposta di Roccucci, ordinario di Storia contemporanea all’Università Roma Tre: “Oggi nel mondo globale, in un Mediterraneo abitato da donne e uomini disorientati e spesso dominati dalla paura, la speranza cristiana è un’urgenza e una responsabilità. Lo è davanti alle sfide di un cambiamento d’epoca che segna nel profondo le società mediterranee”. Dicendo “no” a antisemitismo e fondamentalismo, Roccucci ha invitato a “costruire un nuovo spazio di convivenza e di dialogo”. Rispetto la fenomeno migratorio che continua ad interessare il Mediterraneo – con oltre 19.000 morti tra il 2013 e il 2019 – “non si può far finta di niente di fronte alla condizione di profughi e migranti”. Roccucci ha citato l’esperienza dei “corridoi umanitari” che “garantiscono a rifugiati, a famiglie e persone in condizioni di vulnerabilità, di raggiungere l’Europa dal Libano e dal Corno d’Africa in modo legale e sicuro”. (clicca qui)

Ue: ogni anno 75 milioni vittime del crimine. Commissione lavora a “strategia” che garantisca uguali diritti indipendentemente da dove si subisce il reato

(Bruxelles) Si celebra per la 30ª volta in Europa domani, 22 febbraio, la Giornata delle vittime del crimine. Ogni anno 75 milioni di persone in tutta Europa continuano a essere vittime di reati, di varia natura, dal traffico, allo sfruttamento lavorativo o sessuale, fino al terrorismo. “Solo ieri abbiamo pianto le vittime di un altro atto atroce, questa volta a Hanau” scrivono oggi la vicepresidente della commissione europea Vera Jourová e il commissario alla giustizia Didier Reynders in un messaggio in vista della giornata. “Siamo molto chiari: il razzismo e la xenofobia non hanno posto in Europa. Siamo determinati contro tutti coloro che vogliono dividere le nostre società attraverso l’odio e la violenza”. La giornata di domani intende fare luce sulle necessità di coloro che sono state vittime, in particolare sul bisogno “di protezione e di un ambiente sicuro per denunciare il crimine, senza timore di ritorsioni”. Se nell’Ue sono riconosciuti “solidi diritti” per queste persone, ci sono però “ancora troppe vittime i cui diritti non sono ugualmente garantiti quando si verifica un crimine in un Paese Ue diverso dal proprio”. Per questo si sta lavorando a “una nuova strategia” che garantisca “uguali diritti indipendentemente da dove i cittadini Ue cadono nelle maglie di un crimine”. (clicca qui)

Bolivia: piogge torrenziali provocano 19 vittime, colpite oltre 10mila famiglie. La Caritas invita a raccolte e collette

Le piogge torrenziali stanno mettendo in ginocchio numerose zone della Bolivia, a partire dalla città più importante e sede del Governo, La Paz. Con gli ultimi disastri naturali verificatisi a Tiquipaya, Cochabamba e Potosí, il numero di famiglie colpite è aumentato a 10.727, secondo l’ultimo bilancio del Ministero della Difesa. Il bilancio delle vittime, che ieri era ufficialmente di 17, secondo gli organi di stampa sarebbe già salito a 19 morti. Inoltre, il bilancio parla di 67 comuni colpiti in otto dipartimenti su nove, 2.702 famiglie con gravi danni, 5.382 ettari invasi dall’acqua, 10.976 capi di bestiame coinvolti, 414 case danneggiate. Il Governo di La Paz ha dichiarato lo stato di emergenza in 10 comuni in diversi dipartimenti. “Sappiamo della difficile situazione che molti dei nostri fratelli stanno vivendo di fronte alle gravi alluvioni che stiamo subendo in varie regioni del Paese – si legge in una nota della Pastorale sociale-Caritas –. Incoraggiamo tutte le parrocchie e le istituzioni della Chiesa a organizzare raccolte di denaro, cibo, medicine, vestiti e tutto il necessario per alleviare la situazione dei nostri fratelli. Tutta l’assistenza di solidarietà che possiamo raccogliere può essere incanalata attraverso il Ministero sociale della Caritas di ogni giurisdizione ecclesiale”. (clicca qui)

Ebrei: Mattarella, “dalla Comunità italiana un contributo altissimo al Paese, un pilastro”

“L’chaim” e “Shabbat shalom”. Sono i due auguri con cui il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha concluso il suo intervento durante la visita privata al Tempio Maggiore di Roma. Un’occasione voluta per “rendere omaggio alla Comunità ebraica romana”. “Una comunità molto antica, credo la più antica d’Europa”, ha notato il Capo dello Stato. Ricordando che “avete 2.200 anni alle spalle; sono ben pochi a Roma che possono sentirsi più romani di voi”, Mattarella ha espresso “riconoscenza alla Comunità ebraica italiana per il contributo che ha recato al nostro Paese nella sua storia, nella sua cultura, nella sua arte, nella sua civiltà, nella sua vita sociale e in quella delle Istituzioni”. “È un contributo di altissimo livello, con il proprio carattere, le proprie specificità, la propria cultura. E questa differenza, diversità di apporti è la ricchezza del nostro Paese”. Poi il Capo dello Stato ha messo in evidenza come “la democrazia esiste proprio perché dà voce alle diversità, ai contributi differenti che vi sono nella società”. “Il contributo recato dalla Comunità ebraica al nostro Paese – il tributo del Capo dello Stato – è decisivo nella storia d’Italia”. Ma “non sempre questo è stato compreso, ci sono stati tanti periodi di sofferenza”, ha proseguito, ricordando che “82 anni fa l’Italia ha vissuto la vergogna delle leggi sulla razza”, e poi “vi sono stati momenti drammatici pochi anni dopo, crudeli e tragici”. “Ma il contributo della Comunità ebraica italiana – ha ribadito – è un pilastro del nostro Paese”. E ha ricordato che la nostra Costituzione “con il suo art. 3, conclude in maniera irreversibile e definitiva la ricchezza degli apporti al nostro Paese, sottolineando l’eguaglianza di ciascuno nel nostro Paese e quanto sia importante rispettare le specifiche diversità di ciascuno”. (clicca qui)

Coronavirus Covid-19: mons. Malvestiti (Lodi), “massima allerta senza alcun allarmismo”. Stasera una messa nella cripta della cattedrale

“La diocesi è in contatto con le competenti autorità pubbliche al fine di applicare responsabilmente tutte le disposizioni di protezione, che saranno emanate per le comunità direttamente interessate, e quelle di preventiva cautela che riguarderanno l’intero territorio”. Lo ha detto al Sir mons. Maurizio Malvestiti, vescovo di Lodi, commentando la vicenda dei contagi di coronavirus Covid-19 nel lodigiano. La vicinanza del vescovo “a tutti si fa preghiera molto intensa e incoraggiamento alla massima allerta a livello sanitario senza alcun allarmismo, nella condivisione colma di speranza rasserenante”. “Ero in procinto di partire per Bari – rivela mons. Malvestiti -, quale membro della Commissione Cei per l’Ecumenismo e il Dialogo, ma è doveroso rimanere con la comunità diocesana, che tutta si unisce spiritualmente a Papa Francesco e ai vescovi delle Chiese che si affacciano sul Mediterraneo nell’importante evento, invocando accoglienza e condivisione reciproche nel perseguimento della sicurezza e della pace per tutti i popoli. Ma anche supplicando con fede il Signore affinché sostenga l’umanità intera nella lotta per fronteggiare questa nuova calamità”. Stasera, inoltre, mons. Malvestiti presiederà una messa nella cripta della cattedrale, presso le reliquie di san Bassiano. “Fiducioso – è l’auspicio del vescovo – nella sua intercessione e in quella della Madre di Dio, per tutti gli ammalati, gli operatori sanitari, i volontari e le pubbliche istanze tanto impegnate nella lotta all’epidemia, cominciando dai fratelli e dalle sorelle della Cina”. (clicca qui)

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