Quotidiano

Giornata vittime del comunismo
Bulgaria. Cortesi:
Bulgaria. Cortesi: "Spazio alla memoria per non ripetere gli stessi errori"

Oggi in Bulgaria si celebra la Giornata di riconoscimento e rispetto delle vittime dei totalitarismi e in particolare del regime comunista, istituita dal Governo bulgaro il 20 gennaio 2011. Il 1° febbraio 1945 la Corte popolare del nuovo regime comunista bulgaro emette 2.618 condanne a morte, molte delle quali eseguite lo stesso giorno. “Sono atti barbarici perché i condannati non hanno potuto salutare i loro parenti e sono stati sepolti in fosse comuni”, racconta al Sir padre Paolo Cortesi, missionario passionista е rettore del santuario “Beato Eugenio Bossilkov” a Belene, luogo di una delle prigioni politiche della Bulgaria.

Ucraina
Politi: “Zelensky non cerchi il grande slam ma fermi la guerra”
Politi: “Zelensky non cerchi il grande slam ma fermi la guerra”

Chi combatte la guerra in Ucraina o la osserva da fuori, attende il colpo grosso, ma non sa sempre con precisione cosa accadrà. Nel frattempo l’azzardo si impadronisce dei giocatori, così come l’odio. C’è chi, sull’eventuale pace del conflitto ucraino, evoca il ricordo della conferenza di Monaco, l’incontro che nel 1938 fu preludio della seconda guerra mondiale, e chi, come Papa Francesco chiede di riconoscere uguale dignità umana. Alessandro Politi, direttore della Nato Defense college foundation, delinea ipotetici percorsi di pace provvisoria per due avversari messi a dura prova dalla guerra.

Corruzione
L’Italia conferma il punteggio e guadagna una posizione

L’Italia si colloca al 41° posto, con un punteggio di 56, nell’edizione 2022 dell’Indice di percezione della corruzione (Cpi), pubblicato oggi da Transparency International. Dopo il balzo in avanti di 10 posizioni nel Cpi 2021, l’Italia conferma il punteggio dello scorso anno e guadagna una posizione nella classifica globale dei 180 Paesi oggetto della misurazione.

Papa in Congo
Kasika:
Kasika: "Tutti lo aspettano a braccia aperte"

Domani, 31 gennaio, inizierà il 40° viaggio apostolico di Bergoglio, secondo Pontefice a recarsi nello Stato dell’Africa centrale già visitato da San Giovanni Paolo II nel 1980 e nel 1985. Francesco soggiornerà fino al 3 febbraio a Kinshasa, capitale e città più grande della Repubblica Democratica del Congo, per poi proseguire il viaggio in Sud Sudan, dove non è stato nessun altro Papa e dove rimarrà fino al 5 febbraio. Don Dieudonné Kambale Kasika, responsabile della Pastorale universitaria e incaricato per la comunicazione dell’arcidiocesi di Kisangani, racconta i preparativi per accogliere Francesco e il suo “messaggio di pace”.

Papa in Sud Sudan
Martinelli:
Martinelli: "C'è speranza per la sua visita"

“Il Paese ha ancora grandi difficoltà sia dal punto di vista della pacificazione che da quello economico: non c’è produzione, non ci sono fabbriche, non ci sono servizi, l’agricoltura è messa in ginocchio dai cambiamenti climatici”. Eppure, ha un sottosuolo ricco di materie prime: a parlarne è suor Maria Martinelli, provinciale delle Comboniane nel Paese. “La gente va al mercato e torna con metà della roba che comprava anche solo pochi mesi fa: il costo della vita è salito – spiega la comboniana –, non ci sono abbastanza soldi e questo crea ancora più disagio, rabbia, ribellione. E fomenta la violenza”.

Cinema
“Il primo giorno della mia vita” di Genovese e “Babylon” di Chazelle

Paolo Genovese come Frank Capra, firma la sua “Vita è meravigliosa”. Il regista romano porta sullo schermo “Il primo giorno della mia vita”, un racconto di disperazione e rinascita, il rinnamorarsi della vita al di là delle sue fratture. Toni Servillo è un angelo custode come il Clarence del film hollywoodiano.  Sempre in sala “Babylon” di Damien Chazelle, sguardo vorticoso e impietoso sulla Hollywood degli anni ’20, tra opulenza e crisi brucianti legate al passaggio dal muto al sonoro.

R.D. Congo
Le richieste di pace di 107 organizzazioni e una lettera al Papa

A pochi giorni dalla visita apostolica di Papa Francesco nella Repubblica democratica del Congo e in Sud Sudan, 107 organizzazioni della società civile italiana chiedono di riportare l’attenzione sul conflitto nell’Est del Paese che dura da 30 anni, sulle cause e le responsabilità: lo sfruttamento delle risorse minerarie per la tecnologia e gli interessi economici di multinazionali dell’Occidente, Europa compresa. Con tappe precise per la pace, come già indicato nel Rapporto Mapping dell’Onu.

Politica
Baturi: “Interlocuzione col governo, a cominciare dalla povertà”
Baturi: “Interlocuzione col governo, a cominciare dalla povertà”

“C’è un’interlocuzione con questo governo, come con tutti i governi”. A confermarlo ai giornalisti è stato mons. Giuseppe Baturi, segretario generale della Cei, nella conferenza stampa a chiusura del Consiglio permanente dei vescovi italiani, che si è chiuso oggi a Roma. “Abbiamo espresso gli auguri al nuovo governo e dato la nostra disponibilità a tutto campo”, ha reso noto il vescovo: “sono aperti diversi tavoli di interlocuzione: sulla povertà, per individuare misure di contenimento di una situazione che sembra aggravarsi, sulla formazione, sull’educazione e la scuola”.

Consiglio permanente
Cei: la Chiesa come “minoranza creativa” ed “esperienza di popolo”
Cei: la Chiesa come “minoranza creativa” ed “esperienza di popolo”

La riflessione sulla Chiesa quale “minoranza creativa” ed esperienza di popolo, dunque di comunità, ha dato inizio ai lavori della sessione invernale del Consiglio episcopale permanente, svoltasi dal 23 al 25 gennaio a Roma, sotto la guida del cardinale presidente Zuppi. I vescovi hanno rilevato che “occorre rispondere alle istanze del tempo presente con creatività e con un impegno rinnovato di presenza nella società, senza paura di esprimersi, ma mostrando unità e favorendo la discussione sui temi cruciali per la vita delle persone, ispirati unicamente dal Vangelo”.

Per fare buon giornalismo, bisogna essere uomini o donne buoni
Paolo Ruffini

C’è una beatitudine che spiega bene il Messaggio di Papa Francesco per questa Giornata mondiale delle comunicazioni. Che ci dice – con le parole di Gesù – perché non basta andare, non basta vedere, non basta ascoltare; se non lo facciamo con il cuore in mano. “Beati i puri di cuore perché vedranno Dio”. In un tempo smaliziato, che esalta la durezza come mezzo per scalfire la verità, il Papa ci dice che la via è un’altra; se davvero vogliamo capire. Ed è una via semplice. Che nella società della tecnica non ha nulla a che fare con la tecnica. Che nella società dell’apparenza non ha nulla a che fare con la forma, perché ha a che fare con la sostanza. Solo i puri di cuore possono vedere la verità nell’amore in cui tutto sussiste. Solo chi ama bene può dire bene

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