A far scattare la “scintilla” sono stati tre casi, tra i tanti che si verificano ogni giorno, che hanno avuto una vasta eco e suscitato un’ondata di indignazione, anche perché accaduti nella capitale, Città del Messico: in novembre Abril Pérez è stata assassinata dal marito, che era stato lasciato libero dal giudice, nonostante i precedenti; poi, nelle ultime settimane, l’efferato femminicidio della giovane Ingrid Escamilla e il rapimento e uccisione della piccola Fátima, di soli sette anni.
L’attesa per la sua partecipazione al Festival era grande e non sono ovviamente mancati nemmeno i commenti successivi alla sua performance, evidenziano in una riflessione a quattro mani, sotto forma di intervista, mons. Valentino Bulgarelli, direttore dell’Ufficio catechestico nazionale (Ucn), e da don Dionisio Candido, responsabile del Settore Apostolato biblico dell’Ucn.
Anche se fino ad oggi non si hanno notizie di casi di contagio da coronavirus nella Striscia di Gaza, l’esigua comunità cristiana ha messo in atto tutte le indicazioni fornite a più riprese dal Patriarcato latino di Gerusalemme. Il parroco: “Dobbiamo credere nella vita senza arrenderci alle difficoltà. Verrà del bene anche dal coronavirus”.
L’epidemia spaventa anche gli Stati Uniti. I leader religiosi, consapevoli dei casi diffusi in almeno 15 Stati, hanno iniziato a prendere misure che dovrebbero scoraggiare il contagio e hanno chiesto ai membri della comunità di cambiare alcune pratiche familiari, come, per esempio, smettere di tenere la mano della persona vicina durante la recita delle preghiere.
La lettera che il leader nordcoreano Kim Jong-Un ha inviato al presidente sudcoreano Moon Jae-in pepiccole luci di speranza in mezzo al contagio. Nessuno sa se il Coronavirus è arrivato anche a Pyongyang. Ma elementi lo fanno capire. Preoccupazione per la chiusura con il confine cinese che potrebbe causare in Corea del Nord una emergenza-fame.
“Preghiamo perché il Signore aiuti tutti noi in questa emergenza, per la diminuzione dei contagi e la guarigione dei malati”. A confidarlo è Caterina Lazzarini, infermiera in ortopedia e traumatologia.
A nessuno venga in mente di strumentalizzare, oggi e in futuro, gli eventi e le scelte di questa fase per rilanciare un messaggio egoistico e divisivo. Si chiude (e in questo verbo sono compresi tutti i comportamenti richiesti dalle regole anti-contagio) perché gli scienziati ci hanno spiegato che la diffusione si ferma soltanto evitando o rimodulando profondamente i contatti tra le persone, per un periodo che ancora non è possibile quantificare. Un sacrificio enorme, sul piano sociale come su quello economico, che bisogna accollarsi per il bene di tutti e di ciascuno. Sembra un paradosso, ma in un certo senso si chiude per solidarietà, esattamente al contrario di quanto teorizzano gli ideologi della chiusura. Alzi la mano chi non abbia sperimentato più di una volta un istintivo moto di diffidenza verso le persone che ha intorno, come se tutti fossero potenziali portatori di un virus di cui non abbiamo ancora preso le misure.
“L’insidia di un nuovo virus che sta colpendo via via tanti paesi del mondo provoca preoccupazione. Questo è comprensibile e richiede a tutti senso di responsabilità, ma dobbiamo assolutamente evitare stati di ansia immotivati e spesso controproducenti”. Lo dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un videomessaggio agli italiani diffuso stasera sull’emergenza sanitaria Coronavirus.
CEI “Nelle aree non a rischio è possibile celebrare la messa”
Il 2 marzo la condanna a 30 anni di carcere di Angelo Lavarra per avere ucciso la moglie in un piccolo paese in provincia di Vicenza. Vittime invisibili, due sorelline adolescenti rimaste orfane delle quali si prende cura nei primi mesi tutta la comunità, fino a quando non vengono affidate alla zia.
“A tutti gli storti, tutti gli sbagliati, tutti gli emarginati”. Sono le parole di Elio Germano al Festival del Cinema di Berlino ricevendo l’Orso d’argento per la miglior interpretazione per il film “Volevo nascondermi”. Da Berlino è iniziato così il cammino del film di Giorgio Diritti.
“Guardo con occhi attenti, oppure come quando sfoglio velocemente le migliaia di foto nel mio cellulare o i profili social? Quante volte oggi ci capita di essere testimoni oculari di tanti eventi, senza però mai viverli in presa diretta!”. Lo scrive Papa Francesco nel messaggio per la Giornata mondiale della Gioventù 2020, che si celebra a livello diocesano in tutto il mondo il prossimo 5 aprile, Domenica delle Palme.
Il ministero palestinese della Salute ha disposto la chiusura, per il coronavirus, di chiese e moschee per i prossimi 14 giorni nel governatorato di Betlemme e Gerico. Per il Custode di Terra Santa, bisogna “avere pazienza e condividere questo tipo di situazioni e di restrizioni”.
MONS. PIZZABALLA “Invito tutti a senso di responsabilità e unità”
Infuriano i combattimenti nella zona di Idlib dove si fronteggiano l’esercito del presidente Assad e l’aviazione dell’alleato russo, e i ribelli sostenuti dalla Turchia. Il 60% degli sfollati sono bambini e il 20% sono donne. La testimonianza di padre Hanna Jallouf, francescano della Custodia di Terra Santa e parroco latino di Knaye.
A Codogno, città focolaio del Coronavirus Covid-19, le persone vivono ormai isolate da oltre dieci giorni. Molte di loro si trovano impossibilitate a raggiungere i luoghi di lavoro e tutte le situazioni di assembramento sono state vietate. Ci sono a anche molte famiglie che non riabbracciano i propri cari perché rimasti fuori dal focolaio.
“Anche noi siamo in prima linea al fianco del sistema pubblico”. Ad assicurarlo al Sir è padre Virginio Bebber, responsabile della Casa di cura San Camillo di Cremona e presidente nazionale dell’associazione che riunisce istituzioni socio-sanitarie gestite da enti e congregazioni religiose in Italia.
“C’è urgente bisogno di una reazione umana alla frontiera tra Grecia e Turchia”: è l’appello lanciato oggi da Caritas Europa, a proposito di quanto sta accadendo al confine europeo, con decine di migliaia di persone migranti che tentano di entrare in Europa, dopo l’apertura delle sue frontiere da parte della Turchia. “I migranti non dovrebbero essere visti come una minaccia alla sicurezza; sono persone in situazioni di vulnerabilità che hanno bisogno del nostro aiuto”, sottolinea Caritas Europa, chiedendo una “reazione umana” da parte del Consiglio straordinario per la Giustizia e gli Affari interni e dai ministri degli Esteri dell’Unione europea.
Le questioni sanitarie, la politica estera, le migrazioni, l’istruzione e la ricerca, “problematiche evidentemente di natura sovranazionale per dimensione e risorse da impiegare, non sono di competenza dell’Unione”. Lo chiarisce Piero Graglia, docente di Storia dell’integrazione europea all’Università degli Studi di Milano, intervistato su coronavirus e profughi siriani provenienti dalla Turchia verso i confini greco e bulgaro.
Il fenomeno delle baby gang nel capoluogo partenopeo è un problema molto serio, agevolato da subculture nelle quali la legalità non ha alcun valore, anzi. Abbiamo sentito su questa realtà don Gennaro Pagano, cappellano dell’Istituto penitenziario per minori di Nisida.
Un’Italia spaccata in due, con disuguaglianze tra donne, bambini e bambine rispetto alla popolazione di sesso maschile: tra Nord e Centro-Ovest da una parte, Centro-Est e Sud dall’altra. È quanto emerge da “Mai più invisibili”, il nuovo Indice 2020 di WeWorld sulla condizione di donne e minori.
“Adottare, anche se non ne conosci il nome, un cristiano del Medio Oriente, pregando per lui o per lei durante tutto l’anno 2020”. La Congregazione per le Chiese Orientali per la Colletta per la Terra Santa, che nasce dalla volontà dei Papi di mantenere il legame tra i cristiani.
Joe Biden conquistando nove Stati è il vincitore del Super Tuesday (il super martedì), le primarie democratiche che coinvolgono ben 14 Stati e si confermano tappa decisiva nella corsa alla nomination dello sfidante di Trump. Al secondo posto Berni Sanders, rimangono indietro Warren e Bloomberg.
Hanno sorpreso le dichiarazioni di Riccardo Di Segni. Napolitano chiede: “A che pro, chiedere sempre e continuamente la loro apertura, se poi alla fine il giudizio sarebbe rimasto invariato, immutabile?”.
È quanto emerge dalla Relazione annuale sull’antisemitismo in Italia 2019 curata dall’Osservatorio antisemitismo del Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano. I 251 episodi di antisemitismo censiti.
“Non è mancato in questi giorni un dialogo serrato tra la Cei e le istituzioni del Paese, in cui si sono condivise la preoccupazione per la salute di tutti e la collaborazione per ridurre smarrimenti e paure e, nel contempo”, spiega una nota della Cei.
“Per precauzione, le piscine sono state chiuse fino a nuovo avviso”. Lo comunica il Santuario di Lourdes sul suo sito alla luce dell’emergenza sanitaria legata al Coronavirus, precisando però che “la stagione dei pellegrinaggi non è messa in discussione”.
Nel 2032 dovrebbe verificarsi in Brasile il sorpasso delle chiese pentecostali ed evangeliche rispetto alla Chiesa cattolica. Tra le cause del successo, l’individualismo in crescita nelle periferie, la crisi economica, l’aumento delle disuguaglianze sociali.
Dalle elezioni del 2 marzo è uscito vincitore il Likud, partito del premier uscente Netanyahu. Un successo che non basta a garantirgli la maggioranza. A pesare sul quadro politico sarà anche il processo contro Netanyahu che prenderà il via il 17 marzo.
Ogni rischio di eventuale contagio da parte di un sacerdote della chiesa San Luigi dei Francesi è stato escluso da parte dei servizi del sistema regionale Asl Roma 1.
Basta però scorrere le edizioni cartacee dei numeri appena pubblicati o quelle online aggiornate quotidianamente per rendersi conto di come, anche in questi momenti, sia emerso il ruolo che la stampa di ispirazione cattolica è chiamata a svolgere: essere al servizio delle proprie comunità attraverso un’informazione completa che sappia dare voce, sempre e comunque, alla Speranza. Con le messe sospese in tante diocesi italiane, con le attività ecclesiali ma anche civili ridotte al minimo, può sembrare quasi una missione impossibile dinanzi agli scenari catastrofici ormai da una settimana parte del mondo mass mediale italiano sta tratteggiando.
A Doha, in Qatar, Usa e Talebani hanno firmato, il 29 febbraio, un accordo “di pace” che potrebbe mettere la parola fine ad una guerra quasi ventennale. Ne parliamo con Claudio Bertolotti, direttore di Start InSight, tra i massimi esperti di Afghanistan e con padre Giovanni Scalese che, da Kabul, guida la missione sui iuris nel Paese. Entrambi d’accordo: un passo verso la pacificazione del Paese ma non lasciarsi andare a facili entusiasmi. Il rischio guerra civile rimane dietro l’angolo.
I migranti lo chiamano “The Game” (il gioco), che poi proprio un gioco non è, anzi. Perché è molto pericoloso. Consiste nell’attraversare i confini dei Paesi balcanici per cercare, a costo della vita, di entrare in territorio Ue, vera meta finale, percorrendo sentieri impervi, evitando fili spinati, barriere, telecamere termiche, droni, polizia, manganelli e forze armate. A raccontare al Sir ciò che avviene sulla la Rotta Balcanica è Daniele Bombardi, coordinatore di Caritas Italiana nell’area.
“La Conferenza episcopale lombarda, fermo restando la volontà di continuare a collaborare con le istituzioni, chiede alla Regione Lombardia di considerare la partecipazione alle Messe feriali dei cittadini cattolici lombardi, che a differenza delle celebrazioni festive non costituiscono una forma di assembramento”. È la richiesta avanzata dai vescovi di tutte e dieci le diocesi lombarde.
“Benedico il tempo di Quaresima perché la liturgia ci propone di andare verso la Settimana Autentica per entrare nel mistero della Pasqua del Signore. Invito tutti a concentrarsi sull’essenziale, chiedendo la grazia che i sentimenti e il pensiero di Cristo ispirino il nostro sentire e il nostro pensare”. Lo scrive l’arcivescovo di Milano nella lettera “Umiliò se stesso, facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce” (Fil 2,8).
Il 2 marzo, il giorno in cui ricorrono esattamente i 144 anni dalla nascita e gli 81 dall’elezione di Pio XII, si aprono agli studiosi gli archivi vaticani che conservano le carte del suo lungo pontificato. Sono milioni di fogli, ordinati e catalogati, relativi alla molteplice attività pontificia, nell’arco dei quasi vent’anni del regno di Pio XII. A fronte di questa mole imponente di documenti, quelli per i quali l’interesse è rovente riguardano un arco temporale ristretto e un argomento specifico. Sono le carte della seconda guerra mondiale e, in particolare, quelle dei tragici mesi dell’occupazione nazista di Roma (settembre 1943 – giugno 1944) e, nello specifico, i documenti che abbiano a che fare con la posizione di Pio XII di fronte all’immane tragedia della Shoah. Ma moltissimi dei documenti di quel periodo sono già pubblici.
“L’‘algor-etica’ potrà essere un ponte per far sì che i principi si inscrivano concretamente nelle tecnologie digitali, attraverso un effettivo dialogo transdisciplinare”. Lo ha scritto il Papa nel discorso letto da mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, al termine della plenaria dedicata all’intelligenza artificiale.
“La preparazione delle linee guida rimarrà comunque nella competenza e sotto la responsabilità delle rispettive Conferenze episcopali, degli Istituti religiosi e delle Società di Vita apostolica”, si precisa nel comunicato, in cui si informa che il gruppo di lavoro avrà una durata di due anni, a partire dal 24 febbraio.
Sale la tensione in Siria, dove si combatte a Idlib. Ieri sera un raid dell’aviazione russa, alleata del presidente Assad, ha ucciso almeno 33 militari turchi presenti nella zona a sostegno delle milizie ribelli. La Turchia ha chiesto la convocazione, per oggi a Bruxelles, del Consiglio Nord Atlantico.
“Il timore del diverso, il rifiuto della differenza, la volontà di sopraffazione, sono sentimenti che possono ancora mettere radici, svilupparsi e propagarsi”. È il monito lanciato questa mattina dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella cerimonia per il 50° del conferimento della Medaglia d’oro al valor militare al Comune di Stazzema.
L’ex vaticanista del Tg2 e direttore dell’informazione di Tv2000 ha raccolto nel libro “Papa Francesco. Come l’ho conosciuto io” il suo rapporto personale con l’allora cardinale Bergoglio, continuato anche dopo l’elezione al Soglio pontificio.
In Italia bisogna creare dei “movimenti connettivi” perché se “tutto è connesso, molto è diviso”. Ne è convinto Roberto Rossini, presidente nazionale delle Acli, che affronta il tema nel libro “Più giusto. Cattolici e nuove questioni sociali”.
L’epidemia partita dalla Cina rischia di mettere in ginocchio il Paese. Occorrono risposte urgenti, efficaci, condivise. In questo frangente, che mostra aspetti tragici, è necessario riscoprire lo “stringiamoci a coorte” dell’Inno di Mameli. Ognuno deve fare la sua parte: i cittadini, la medicina, la politica (rinunciando a ogni sciacallaggio dal sapore elettorale). E anche un pizzico di sano e intelligente umorismo tricolore può aiutare a vincere le paure collettive. Non si può ridere sguaiatamente di una tragedia collettiva, ma è possibile – con piglio tutto italiano – aiutare a pensare tramite una battuta, un sorriso, una strizzata d’occhio. La paura – italianamente – si vince anche così.
“Al giorno d’oggi sembra di respirare un’atmosfera generale – non solo tra di noi – di una mediocrità diffusa, che non ci consente di arrampicarci su giudizi facili”. Lo scrive il Papa nel discorso preparato per l’incontro con il clero romano, letto a San Giovanni in Laterano dal cardinale vicario Angelo De Donatis a causa di una indisposizione di Francesco.
“Bisogna valutare situazione per situazione, non si può generalizzare”. Mons. Stefano Russo, segretario generale della Cei, ha risposto così alle domande dei giornalisti sul disagio espresso da alcuni sacerdoti e vescovi del Nord Italia per il fatto di non poter celebrare la messa, a causa delle misure precauzionali imposte dall’emergenza Coronavirus
L’Asvis, il cartello di oltre 220 enti e organizzazioni schierati sul fronte dello sviluppo sostenibile, non ha mancato l’appuntamento annuale con l’analisi della manovra economica, esaminata da circa 600 esperti indipendenti alla luce dei 17 obiettivi fissati dall’agenda 2030 dell’Onu. Ma inevitabilmente sulle prospettive globali e interne peseranno gli effetti ancora non calcolabili dell’epidemia da coronavirus
“Quella che stiamo vivendo è una Quaresima particolare”. Lo dice al Sir il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana: “La sofferenza che la gente sta vivendo in questo momento può veramente diventare motivo di grazia se abbiamo il coraggio di alzare il nostro sguardo e di puntarlo su Gesù Crocifisso”.
“Sarebbe bello trovare un posto, una chiesa dove si possa dare culto pubblico alla Madonna del Silenzio”. Ricorda questo desiderio del Papa mons. Pietro Santoro, vescovo di Avezzano, parlando del santuario dedicato a Maria Vergine del Silenzio che sorgerà proprio in diocesi.
“Vite ridotte in cenere. Macerie, distruzione, guerra. Vite di piccoli innocenti non accolti, vite di poveri rifiutati, vite di anziani scartati. Continuiamo a distruggerci, a farci tornare in polvere”. È la fotografia scattata dal Papa, nell’omelia della messa delle Ceneri celebrata questo pomeriggio a Santa Sabina.
UDIENZA “Vicinanza a malati del Coronavirus e a operatori sanitari”
Nel messaggio per la Quaresima, il Papa chiede “compassione” per le “tante vittime innocenti delle guerre, dei soprusi contro la vita, dal nascituro fino all’anziano, dalle molteplici forme di violenza, dei disastri ambientali, dell’iniqua distribuzione dei beni della terra, del traffico di esseri umani in tutte le sue forme e della sete sfrenata di guadagno, che è una forma di idolatria”. Appuntamento ad Assisi, dal 26 al 28 marzo, per una “economia più giusta e inclusiva”.
Mons. Filippo Santoro, dal 2012 arcivescovo della diocesi di Taranto e presidente della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace della Cei, per 27 anni missionario in Brasile, ha partecipato come padre sinodale al Sinodo sull’Amazzonia dell’ottobre scorso.
Dalla basilica di San Nicola, concludendo l’incontro “Mediterraneo, frontiera di pace”, promosso dalla Cei a Bari, il Papa esorta i vescovi ad essere “artigiani di pace”, in un Mare Nostrum caratterizzato da conflitti e contrapposizioni. No a estremismi e fondamentalismi, sì all’accoglienza – anche in campo teologico – che evita di innalzare muri. Come quelli dei discorsi di alcuni leader populisti, che riecheggiano quelli degli Anni Trenta. “L’unico estremismo cristiano è quello dell’amore”, il messaggio della messa in Corso Vittorio, davanti a 40mila persone. All’Angelus nuovo appello per la Siria.