Quotidiano

Cinema
“Il primo giorno della mia vita” di Genovese e “Babylon” di Chazelle

Paolo Genovese come Frank Capra, firma la sua “Vita è meravigliosa”. Il regista romano porta sullo schermo “Il primo giorno della mia vita”, un racconto di disperazione e rinascita, il rinnamorarsi della vita al di là delle sue fratture. Toni Servillo è un angelo custode come il Clarence del film hollywoodiano.  Sempre in sala “Babylon” di Damien Chazelle, sguardo vorticoso e impietoso sulla Hollywood degli anni ’20, tra opulenza e crisi brucianti legate al passaggio dal muto al sonoro.

Libri / 1
Don Gilberto Pozzi, il
Don Gilberto Pozzi, il "partigiano di Dio"

“Il partigiano di Dio”. Un libro scritto a quattro mani da Vincenzo Grienti e Gerardo Severino per raccontare la storia (vera) di un sacerdote che arriva in una città e in una comunità parrocchiale in prima linea. Il testo rievoca e ricostruisce la vicenda di don Gilberto Pozzi, parroco dal 1943 al 1945 di Clivio, piccolo centro lombardo in provincia di Varese.

Libri / 2
"Lo schermo dei desideri" di Stefania Garassini

Le serie tv occupano sempre di più il nostro immaginario (e il nostro tempo). Colonizzano i nostri desideri, che confluiscono sui vari schermi ormai presenti in ogni momento della giornata. E ciò che ci propongono non è soltanto intrattenimento. Attraverso le storie che guardiamo passa una visione del mondo, un’idea di bene e di male, in una parola un’“etica”, che inevitabilmente c’influenza.

R.D. Congo
Le richieste di pace di 107 organizzazioni e una lettera al Papa

A pochi giorni dalla visita apostolica di Papa Francesco nella Repubblica democratica del Congo e in Sud Sudan, 107 organizzazioni della società civile italiana chiedono di riportare l’attenzione sul conflitto nell’Est del Paese che dura da 30 anni, sulle cause e le responsabilità: lo sfruttamento delle risorse minerarie per la tecnologia e gli interessi economici di multinazionali dell’Occidente, Europa compresa. Con tappe precise per la pace, come già indicato nel Rapporto Mapping dell’Onu.

Politica
Baturi: “Interlocuzione col governo, a cominciare dalla povertà”
Baturi: “Interlocuzione col governo, a cominciare dalla povertà”

“C’è un’interlocuzione con questo governo, come con tutti i governi”. A confermarlo ai giornalisti è stato mons. Giuseppe Baturi, segretario generale della Cei, nella conferenza stampa a chiusura del Consiglio permanente dei vescovi italiani, che si è chiuso oggi a Roma. “Abbiamo espresso gli auguri al nuovo governo e dato la nostra disponibilità a tutto campo”, ha reso noto il vescovo: “sono aperti diversi tavoli di interlocuzione: sulla povertà, per individuare misure di contenimento di una situazione che sembra aggravarsi, sulla formazione, sull’educazione e la scuola”.

Consiglio permanente
Cei: la Chiesa come “minoranza creativa” ed “esperienza di popolo”
Cei: la Chiesa come “minoranza creativa” ed “esperienza di popolo”

La riflessione sulla Chiesa quale “minoranza creativa” ed esperienza di popolo, dunque di comunità, ha dato inizio ai lavori della sessione invernale del Consiglio episcopale permanente, svoltasi dal 23 al 25 gennaio a Roma, sotto la guida del cardinale presidente Zuppi. I vescovi hanno rilevato che “occorre rispondere alle istanze del tempo presente con creatività e con un impegno rinnovato di presenza nella società, senza paura di esprimersi, ma mostrando unità e favorendo la discussione sui temi cruciali per la vita delle persone, ispirati unicamente dal Vangelo”.

Per fare buon giornalismo, bisogna essere uomini o donne buoni
Paolo Ruffini

C’è una beatitudine che spiega bene il Messaggio di Papa Francesco per questa Giornata mondiale delle comunicazioni. Che ci dice – con le parole di Gesù – perché non basta andare, non basta vedere, non basta ascoltare; se non lo facciamo con il cuore in mano. “Beati i puri di cuore perché vedranno Dio”. In un tempo smaliziato, che esalta la durezza come mezzo per scalfire la verità, il Papa ci dice che la via è un’altra; se davvero vogliamo capire. Ed è una via semplice. Che nella società della tecnica non ha nulla a che fare con la tecnica. Che nella società dell’apparenza non ha nulla a che fare con la forma, perché ha a che fare con la sostanza. Solo i puri di cuore possono vedere la verità nell’amore in cui tutto sussiste. Solo chi ama bene può dire bene

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