La preghiera per chi governa è radicata nella Bibbia: pregare per i governanti significa chiedere pace e responsabilità, ricordando che ogni potere umano resta relativo davanti a Dio e che qualsiasi preghiera deve avere un fine di pace.
Il conflitto in Medio Oriente non nasce da motivazioni religiose, spiega Paolo Branca, arabista dell’Università Cattolica.
La Presidenza della Conferenza episcopale italiana promuove una giornata di preghiera e digiuno, unendo la propria voce a quella di Papa Leone XIV affinché si fermi la spirale della violenza.
Dal Golfo Persico all’Australia, dagli Usa all’America Latina, vescovi e Conferenze episcopali hanno risposto in modo convergente all’attacco militare contro l’Iran.
Al termine dei lavori, l’Assemblea ha espresso “profonda preoccupazione” per la pericolosa escalation dei conflitti armati in Libano e in Medio Oriente.
“Disarma i nostri cuori da odio, rancore e indifferenza, perché possiamo diventare strumenti di riconciliazione”. È la preghiera che il Papa eleva nel videomessaggio per il mese di marzo.
Beirut vive di nuovo nell’incubo: sfollati in aumento, famiglie senza rifugi sicuri, bambini traumatizzati e un’economia allo stremo.
Padre Bashar Fawadleh, parroco latino di Taybeh denuncia il rischio di annessione della Cisgiordania da parte di Israele.
Sondaggi in calo e critiche del Congresso, ma il presidente conferma la prosecuzione dell’operazione militare.
Gelot (Œuvre d’Orient) chiede di sostenere scuole, ospedali e comunità cristiane colpite come sempre dalla guerra.
Dopo la morte di Ali Khamenei, l’Iran affronta una transizione che accelera tensioni già presenti nel Medio Oriente, tra crisi di successione, rischio di escalation militare e ridefinizione degli equilibri regionali.
Dopo l’attacco Usa-Israele all’Iran e la risposta di Teheran, mons. Martinelli descrive paura nel Golfo, richiama il dialogo e invita le comunità cristiane a pregare per la pace.
La rete che riunisce movimenti, associazioni, enti e organizzazioni esprime in un comunicato la sua “più ferma condanna” all’operazione militare congiunta denominata “Ruggito del leone”.
Dal 13 al 15 aprile, un viaggio nel segno di Sant’Agostino, dei martiri d’Algeria e del dialogo islamo-cristiano.
Tre viaggi apostolici: Monaco, Africa e Spagna nel programma del Papa.
Il Papa nomina Sparapani, Zenobbi, Carlevale e Valenti vescovi ausiliari di Roma.