Papa Francesco: udienza, “nella contemplazione non servono tante parole, basta uno sguardo”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Io guardo Lui, e Lui guarda me!”. “Nella contemplazione amorosa, tipica della preghiera più intima, non servono tante parole: basta uno sguardo, basta essere convinti che la nostra vita è circondata da un amore grande e fedele da cui nulla ci potrà mai separare”. Lo ha spiegato il Papa, nella catechesi dell’udienza di oggi, trasmessa in diretta streaming dalla Biblioteca privata del Palazzo apostolico e dedicata alla preghiera contemplativa. “Gesù è stato maestro di questo sguardo”, ha ricordato Francesco: “Nella sua vita non sono mai mancati i tempi, gli spazi, i silenzi, la comunione amorosa che permette all’esistenza di non essere devastata dalle immancabili prove, ma di custodire intatta la bellezza. Il suo segreto era la relazione con il Padre celeste”. Poi il Papa si è soffermato sull’avvenimento della Trasfigurazione: “I Vangeli collocano questo episodio nel momento critico della missione di Gesù, quando crescono intorno a lui la contestazione e il rifiuto. Perfino tra i suoi discepoli molti non lo capiscono e se ne vanno; uno dei Dodici cova pensieri di tradimento. Gesù comincia a parlare apertamente delle sofferenze e della morte che lo attendono a Gerusalemme. È in questo contesto che Gesù sale su un alto monte con Pietro, Giacomo e Giovanni”. “Proprio nel momento in cui Gesù è incompreso – se ne andavano, lo lasciavano solo perché non lo capivano – proprio quando tutto sembra offuscarsi in un vortice di malintesi, è lì che risplende una luce divina”, ha commentato il Papa: “È la luce dell’amore del Padre, che riempie il cuore del Figlio e trasfigura tutta la sua persona”.

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