Brasile: i vescovi della Regione amazzonica chiedono al Senato il ritiro del disegno di legge che aprirebbe la strada a un indiscriminato accaparramento delle terre

I vescovi della regione amazzonica brasiliana (oltre sessanta) hanno consegnato ieri al presidente del Senato, Rodrigo Pacheco, attraverso la presidenza della Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile (Cnbb), una lettera attraverso la quale chiedono il ritiro del disegno di legge 510/2021 sulla gestione della terra. Un testo che, secondo i vescovi, aumenterà il fenomeno dell’accaparramento delle terre (il cosiddetto “land grabbing”) e la deforestazione nella regione amazzonica. “È una sorpresa per noi, vescovi dell’Amazzonia brasiliana, e per l’intera società che il disegno di legge 510/2021, che modifica la regolarizzazione fondiaria nelle proprietà pubbliche dello Stato, sia stato inserito all’ordine del giorno del dibattito al Senato federale la scorsa settimana”. Si tratta, anche secondo autorevoli pareri, di una proposta che ricalca quella presentata nel 2019 e già definita dai vescovi brasiliani “dannosa”.
Secondo un documento della Pontificia Università Cattolica di Rio de Janeiro (Puc-Rio), “il disegno di legge cambia il riferimento temporale sui diritti dei popoli indigeni alle loro terre, rende più flessibili i requisiti per la regolarizzazione, estende la procedura semplificata per le proprietà fino a 2.500 ettari e indebolisce la salvaguardia ambientale”. Il disegno di legge 510/2021, “modificando le regole per la privatizzazione delle terre federali disboscate illegalmente, avrebbe un impatto maggiore in Amazzonia, dove queste aree sono concentrate”. Ironia della sorte, denunciano i vescovi, “tutto questo accade pochi giorni dopo le dichiarazioni del Governo federale al vertice internazionale sul clima convocato dal governo degli Stati Uniti, alla presenza di decine di leader mondiali, rispetto alle sue intenzioni di preservare l’Amazzonia. Mentre gli occhi del mondo stanno osservando la politica ambientale del Brasile, corriamo il rischio di far passare l’ennesima legge contro i progetti di protezione e salvaguardia ambientale”.
Il documento ricorda che il “land grabbing” è responsabile di un terzo della deforestazione in Brasile e alla base di numerosi episodi di violenza e che il disegno di legge riguarda beni pubblici che verrebbero consegnati al settore privato. Anche per questi motivi, viene ribadita la richiesta di ritiro del disegno di legge.

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