Commissione Ue: Previsioni economiche. Buone notizie dal mercato del lavoro, meno incoraggianti per disavanzo e debito pubblico

(Bruxelles) Fra i numerosi dati negativi che si leggono nelle Previsioni economiche diffuse oggi a Bruxelles dalla Commissione, una luce si intravvede – per ora – circa i livelli occupazionali. “Nonostante il contesto difficile, il mercato del lavoro ha continuato a funzionare bene, con l’occupazione e la partecipazione ai massimi livelli e la disoccupazione ai minimi degli ultimi decenni”, sostiene l’esecutivo Ue. “La forte espansione economica ha portato al lavoro altri due milioni netti di persone nella prima metà del 2022, facendo arrivare il numero di occupati nell’Ue a un massimo storico di 213,4 milioni. Il tasso di disoccupazione è rimasto al minimo storico del 6,0% a settembre”. Si prevede che i mercati del lavoro “reagiranno al rallentamento dell’attività economica con un certo ritardo, ma rimarranno resilienti”. La crescita dell’occupazione nell’Unione è prevista all’1,8% nel 2022, prima di fermarsi nel 2023 e salire moderatamente fino allo 0,4% nel 2024. I tassi di disoccupazione nell’Ue27 sono previsti al 6,2% nel 2022, al 6,5% nel 2023 e al 6,4% nel 2024.
Le Previsioni si soffermano poi su altri elementi. “La forte crescita nominale nei primi tre trimestri dell’anno 2022 e l’eliminazione graduale del sostegno legato alla pandemia hanno determinato un’ulteriore riduzione dei disavanzi pubblici quest’anno, nonostante le nuove misure adottate per mitigare l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia su famiglie e imprese”. Dopo essere sceso al 4,6% del Pil nel 2021 (5,1% nella zona euro), si prevede che il disavanzo nell’Ue scenderà ulteriormente al 3,4% del Pil quest’anno (3,5% nella zona euro). “Nel 2023, tuttavia, il disavanzo pubblico aggregato dovrebbe aumentare nuovamente leggermente (al 3,6% nell’Ue e al 3,7% nell’area dell’euro) poiché l’attività economica si indebolisce, la spesa per interessi aumenta e i governi estendono o introducano nuove misure discrezionali per mitigare l’impatto dei prezzi elevati dell’energia”. Il loro ritiro previsto nel corso del 2023 e la ripresa della crescita “dovrebbero ridurre la pressione sulle borse pubbliche in seguito”. Di conseguenza, il disavanzo è previsto al 3,2% del Pil nell’Ue e al 3,3% nella zona euro nel 2024.
Nell’orizzonte di previsione si prevede poi un’ulteriore riduzione del rapporto debito/Pil nell’Ue, dall’89,4% del Pil nel 2021 all’84,1% nel 2024 (e dal 97,1% al 91,4% nell’area dell’euro).

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