Persone con disabilità: card. Zuppi, “il ‘noi’ è costitutivo del cristiano”

“Non so cosa sia peggio, se il paternalismo o il rifiuto. Abbiamo ancora molto da fare, soprattutto perché è proprio roba nostra. Il ‘noi’ è costitutivo del cristiano, perché l’altro è tuo fratello”. Così il card. Matteo Zuppi, arcivescovo della diocesi Bologna e presidente della Cei, ieri durante il convegno nazionale “Noi, non loro”, promosso dal Servizio nazionale per la pastorale delle persone con disabilità, nella sede della Fondazione Santa Lucia di Roma. Riguardo all’applicazione in Italia della legge 68 del 99, che promuove l’inserimento delle persone con disabilità nelle aziende, il cardinale osserva: “Dobbiamo migliorare tanto, onestamente, nella Chiesa, per incentivare l’impiego delle persone con disabilità. Ci sono esperienze bellissime di lavoro buono, che dura. La sfida vera è questa: dobbiamo crescere. Il problema del progetto è costruire, fare qualcosa che duri. Noi dobbiamo cercare i soldi per fare le cose e non rinunciare perché non ci sono i soldi. Abbiamo fame di lavoro, anche perché ci sono tante aziende che preferiscono pagare la multa prevista dalla legge invece di assumere le persone con disabilità”. Anche sulla formazione del clero c’è molto da fare secondo il card. Zuppi. “Anche noi – dice – dobbiamo migliorare. È vero che molte realtà nascono dall’iniziativa di alcuni sacerdoti, ma il ‘pallino’ della fragilità lo dovremmo avere un po’ tutti quanti”.

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