Papa a Marsiglia: saluto del card. Aveline, “la vocazione più profonda del Mediterraneo è quella di essere un ponte che unisce il Nord e il Sud”

(da Marsiglia) Il Mediterraneo ha una “vocazione più profonda, quella di essere un ponte che unisce il Nord e il Sud”, “porta d’Oriente e porta d’Occidente, o come ha detto Lei, Santo Padre, durante l’Angelus di domenica scorsa, una porta della speranza”. Con queste parole, il card. Jean-Marc Aveline, arcivescovo metropolita di Marsiglia, ha accolto questa mattia Papa Francesco al Palais du Pharo per presiedere la Sessione conclusiva degli Incontri sul Mediterraneo. Al suo arrivo, il Papa è stato accolto all’ingresso dell’Auditorium dal presidente della Repubblica Francese, Emmanuel Macron, e dalla moglie Brigitte e dal sindaco della città, Benoit Payan. Tre bambini hanno offerto dei doni e Francesco li ha accarezzati e scambiato qualche parole con loro. “Intorno a Lei, Santo Padre, ci sono i vescovi venuti a partecipare a questi Incontri dalle cinque sponde del Mediterraneo: Nord Africa, Medio Oriente, Mar Nero, Balcani ed Europa Latina”. All’assemblea ci sono anche giovani, studenti e giovani professionisti, provenienti dagli stessi Paesi, ma di tutte le confessioni e religioni, che sono stati invitati a venire a lavorare per una settimana a Marsiglia, per aiutare i vescovi ad affinare la loro analisi della situazione e a esaminare le iniziative concrete da prendere. “In due giorni, la collaborazione tra i giovani e i vescovi è già stata molto fruttuosa e anche loro, Santo Padre, sono molto toccati dalla sua preoccupazione per i popoli che rappresentano, nella diversità delle loro culture e religioni. E questa mattina siamo pieni di compassione per i Paesi che stanno affrontando tragedie molto difficili, sia a causa di guerre che di disastri naturali: Marocco, Tunisia, Libia, Iraq, Siria, Turchia, Ucraina, Armenia, solo per citarne alcuni”. “La Francia, attraverso i suoi vescovi e un buon numero di pellegrini – ha concluso Aveline –, è felice di venire a pregare con voi, di ascoltarvi e di imparare a guardare il Mediterraneo con voi, prendendo coscienza delle tragedie che vi accadono e riflettendo sulla responsabilità del nostro Paese nei confronti di questa parte del mondo che fa parte della sua storia e della sua geografia”.

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