Papa a Marsiglia: al Palais du Pharo, “con le armi si fa la guerra, non la pace”, “ripartiamo dall’ascolto dei poveri”

(da Marsiglia) “Con le armi si fa la guerra, non la pace, e con l’avidità di potere sempre si torna al passato, e non si costruisce il futuro”. È il monito del Papa, nel discorso al Palais du Pharo di Marsiglia. “Nell’odierno mare dei conflitti, siamo qui per valorizzare il contributo del Mediterraneo, perché torni a essere laboratorio di pace”, la proposta alle 900 persone presenti: “Perché questa è la sua vocazione, essere luogo dove Paesi e realtà diverse si incontrino sulla base dell’umanità che tutti condividiamo, non delle ideologie che contrappongono. Sì, il Mediterraneo esprime un pensiero non uniforme e ideologico, ma poliedrico e aderente alla realtà; un pensiero vitale, aperto e conciliante: un pensiero comunitario. Quanto ne abbiamo bisogno nel frangente attuale, dove nazionalismi antiquati e belligeranti vogliono far tramontare il sogno della comunità delle nazioni!”. La pace, per il Papa comincia col “dare speranza ai poveri, proclamandoli beati”, come ha fatto Gesù, che “ne ascoltò i bisogni, ne sanò le ferite, proclamò anzitutto a loro il buon annuncio del Regno”: “Da lì occorre ripartire, dal grido spesso silenzioso degli ultimi, non dai primi della classe che, pur stando bene, alzano la voce. Ripartiamo, Chiesa e comunità civile, dall’ascolto dei poveri, che si abbracciano, non si contano, perché sono volti, non numeri. Il cambio di passo delle nostre comunità sta nel trattarli come fratelli di cui conoscere le storie, non come problemi fastidiosi, cacciandoli via, riportandoli a casa; sta nell’accoglierli, non nel nasconderli; nell’integrarli, non nello sgomberarli; nel dar loro dignità”. “E Marsiglia è la capitale della convivenza dei popoli”, ha aggiunto a braccio.

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