Processo in Vaticano: Mammì (Ior), “ci sono state pressioni, lo Ior non poteva essere usato come bancomat”

“Ci sono state pressioni, lo Ior non poteva essere usato come bancomat”. Lo ha dichiarato Gianfranco Mammì, direttore generale dello Ior, durante la 40ª udienza del processo in corso in Vaticano sugli investimenti della Segreteria di Stato a Londra. Ascoltato come testimone dell’accusa, Mammì – secondo quanto ha riferito il “pool” di giornalisti ammessi nell’Aula polifunzionale dei Musei vaticani – ha spiegato i motivi per cui lo Ior presentò una delle due denunce che hanno fatto partire tutta l’inchiesta, e perché lo Ior non concesse il finanziamento richiesto dalla Segreteria di Stato per l’acquisto del Palazzo di Sloane Avenue. “Non siamo attrezzati per finanziamenti di questo tipo, non abbiamo mai fatto un finanziamento come quello proposto”, ha dichiarato a proposito dei 180 milioni di euro chiesti come finanziamento. A proposito del ruolo dell’Aif, Mammì ha detto: “Mi sembrato che da parte dell’Aif ci fosse una posizione di parte. Sembrava che, anziché difendere l’ente vigilante, cioè lo Ior, difendessero la Segreteria di Stato, cioè l’ente vigilato. Tutto si può si può risolvere, purché nel rispetto dei ruoli tra vigilante e vigilato”.

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