Germania: mons. Wilmer (Hildesheim) sulla crisi energetica. “Risparmiare apportando modifiche allo stile di vita. La Chiesa sia d’esempio”

In vista dell’aumento dei prezzi dell’energia e di altri beni di prima necessità, previsto per le prossime settimane, il presidente della Commissione per le questioni sociali della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), mons. Heiner Wilmer (Hildesheim), propone tre analisi sull’attuale crisi energetica. Spiega come tutti possono difendere insieme i valori e affrontare la crisi energetica, e si concentra sulla responsabilità personale quando dice: “dipende da noi nel qui e ora, come società e personalmente”. La situazione attuale ha molto a che fare con la Russia a causa della sua guerra “illegale e barbara” contro l’Ucraina. Mons. Wilmer precisa: “sono convinto che il nostro Paese sia in grado di resistere alle conseguenze delle sanzioni e non si lasci dividere”. Si tratta innanzitutto di “attenuare il peso del forte aumento dei prezzi dell’energia”. Dipende da aiuti di Stato definiti con precisione. “Chiunque si trovi nei guai a causa dell’aumento dei prezzi non dovrebbe essere lasciato solo” ricordando, peraltro, che lo Stato non ha denaro illimitato. Quindi è importante – afferma – che le restrizioni e le perdite siano “ragionevoli e sopportabili”. Ma, sottolinea Wilmer, bisogna “apportare modifiche allo stile di vita” perché “possiamo essere all’altezza della nostra responsabilità etica solo risparmiando energia a lungo termine”.
Il comportamento della Chiesa deve essere esemplare: “risparmiando energia anche dove si fa fatica, espandendo ulteriormente le energie rinnovabili e ampliando l’offerta sociale”. Ulteriori entrate fiscali ecclesiastiche dovrebbero essere utilizzate, ad esempio, per le persone particolarmente colpite dalla crisi energetica: iniziando, magari, “con il non riscaldare i locali della chiesa in inverno o riscaldarli solo leggermente”.

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