Russia: Aleksej Navalny condannato. Borrell (Ue), preoccupazioni per libertà fondamentali nel Paese

L’attivista Aleksej Navalny è stato condannato a tre anni e sei mesi di prigione, a cui sono stati sottratti 8 mesi già trascorsi agli arresti domiciliari mentre l’indagine era in corso nel 2014. Quindi dovrà scontare una pena di due anni e otto mesi. Questo la sentenza del tribunale distrettuale Simonovsky di Mosca dopo una giornata di udienza. La Corte ha deciso di confermare le “violazioni” (che già la Corte di giustizia europea aveva valutato come non giustificate) che pendevano a suo carico, sospese a motivo dell’avvelenamento di cui Navalny era stato vittima lo scorso agosto. Fuori dal tribunale oltre 300 giornalisti, secondo fonti russe, sono stati fermati e poi allontanati per essere interrogati. “Io non ho paura e voi non abbiate paura”, ha scritto l’attivista su un foglio mentre si svolgeva il processo. Nelle scorse due domeniche i sostenitori di Navalny a migliaia sono scesi in piazza e la risposta della polizia è stata una valanga di oltre 5mila fermi e arresti. L’Alto rappresentante Ue Josep Borrell, che sta preparando le valigie per volare a Mosca dal 4 al 6 febbraio prossimi, ha già dichiarato che vorrà discutere di cooperazione ma anche e soprattutto mettere sul tavolo le “preoccupazioni riguardo alle libertà fondamentali e ai diritti umani in Russia”. Ha chiesto anche di poter incontrare Navalny.

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