Papa Francesco: salute è “bene pubblico”, “virus non conosce barriere”. “Vero amore non conosce cultura dello scarto”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“La salute, oltre che individuale, è anche un bene pubblico. Una società sana è quella che si prende cura della salute di tutti”. Lo ha detto il Papa, che nella catechesi dell’udienza di oggi, pronunciata nel Cortile di San Damaso davanti a circa 500 fedeli, ha affermato che “il coronavirus ci mostra che il vero bene per ciascuno è un bene comune e, viceversa, il bene comune è un vero bene per la persona”. “Se una persona cerca soltanto il proprio bene, è un egoista”, ha spiegato a braccio: “Invece una persona è più nobile quando il proprio bene lo apre a tutti, lo condivide”. “Un virus che non conosce barriere, frontiere o distinzioni culturali e politiche deve essere affrontato con un amore senza barriere, senza frontiere e senza distinzioni”, la proposta di Francesco, secondo il quale “questo amore può generare strutture sociali che ci incoraggiano a condividere piuttosto che a competere, che ci permettono di includere i più vulnerabili e non di scartarli, e che ci aiutano ad esprimere il meglio della nostra natura umana e non il peggio”. “Il vero amore non conosce la cultura dello scarto, non sa cos’è”, ha ribadito il Papa: “Infatti, quando amiamo e generiamo creatività, fiducia e solidarietà, è lì che emergono iniziative concrete per il bene comune. E questo vale sia a livello delle piccole e grandi comunità, sia a livello internazionale: quello che si fa in famiglia, quello che si fa nel quartiere, quello che si fa in un villaggio, nella grande città, internazionalmente. È lo stesso seme che cresce e dà frutto”. “Se tu in famiglia incominci con l’invidia, con la lotta, sarà la guerra alla fine”, l’esempio a braccio: “Invece se incominci con l’amore e il perdono, sarà l’amore e il perdono per tutti. Al contrario, se le soluzioni alla pandemia portano l’impronta dell’egoismo, sia esso di persone, imprese o nazioni, forse possiamo uscire dal coronavirus, ma certamente non dalla crisi umana e sociale che il virus ha evidenziato e accentuato”. “Quindi, state attenti a non costruire sulla sabbia!”, il monito.

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