Coronavirus Covid-19: mons. Marino (Savona), serve “una politica del lavoro a misura delle famiglie”

“Siamo saliti al santuario per affidare a Maria, Madre di Misericordia, la diocesi e la città di Savona in questo tempo di passaggio ancora molto difficile: perché il virus non è stato ancora definitivamente sconfitto e perché abbiamo tutti molto timore che la crisi sociale ed economica si faccia ancora più grave, nei prossimi mesi”. Lo ha detto il vescovo di Savona-Noli, mons. Calogero Marino, nell’omelia della Messa che ha celebrato ieri, nella festa della Natività di Maria, al santuario di Savona. “La paura rischia di diventare lo stato d’animo prevalente e ne è prova, con chiarezza drammatica, il forte calo della natalità, nei mesi scorsi – ha aggiunto il presule -. Le istituzioni non devono lasciare sole le famiglie, che, assieme al mondo della sanità, hanno portato sulle spalle il peso maggiore”. Quella auspicata dal vescovo è “una politica del lavoro a misura delle famiglie”. “Se questo tempo di crisi mostra che è solo la nascita di un figlio che può dare avvenire a un Paese, ribadisce anche, per l’ennesima volta, che è solo la possibilità del lavoro per tutti che può dare dignità alla vita”.
Rivolgendo il pensiero ai morti, per i quali non sono state celebrate le esequie durante il picco della pandemia, mons. Marino ha ribadito come “questa impossibilità sia uno segni più chiari e drammatici di questo tempo”, “perché il piccolo nemico invisibile che ha sconvolto le nostre vite ci ha tolto anche la possibilità di farci prossimi alle persone care nel momento della prova più grande e del passaggio decisivo”. “E questo è proprio innaturale e disumano: perché l’uomo da sempre sa che, nel momento del passaggio ultimo, bisogna esserci, con l’affetto, la preghiera personale e comunitaria, la presenza fisica. E questo non è stato possibile!”.
Infine, il pensiero a medici e infermieri, dei quali il vescovo ha ricordato “cura competente” e “rischio della vita”. “Il virus ci ha fatto capire che siamo insieme sulla stessa barca e che non ci si salva da soli. E che solo se hai cura e attenzione per la vita dell’altro ritrovi in pienezza la tua stessa vita; altrimenti la perdi, nella tristezza annoiata che vuole evitare qualunque rischio”.

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