Lesbo: mons. Hesse (Dbk), l’incendio a Moria “catastrofe annunciata”. Sternberg (Zdk), “l’Ue ha fallito”

“Costernazione per il fallimento politico”: queste le parole usate dall’arcivescovo di Amburgo Stefan Hesse, responsabile della Commissione per le migrazioni della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), in una dichiarazione diffusa oggi relativa all’incendio nel campo profughi di Moria, a Lesbo. Mons. Hesse parla di “catastrofe annunciata” e di “politica della deterrenza” portata avanti a spese dell’umanità, mentre le Chiese e la società civile da tempo “lanciavano chiari appelli per superare la crisi umanitaria alle frontiere esterne dell’Ue e per garantire che coloro che cercano protezione siano accolti in modo umano”. È stato chiesto con forza – ricorda l’arcivescovo – che soprattutto i bambini, le famiglie e i rifugiati particolarmente vulnerabili fossero portati rapidamente nell’Europa continentale. Il governo federale ha reso possibile l’ingresso nel Paese di alcuni bambini e giovani che viaggiano da soli o ammalati con le loro famiglie, “una goccia nell’oceano”. E una denuncia: “Il governo federale e la Commissione europea hanno cercato di espandere il sistema fallimentare di hotspot, in modo che quasi tutte le procedure di asilo si svolgano alle frontiere esterne”, innescando così “nuovi punti problematici”. Ora, tuona l’arcivescovo, “la Germania e l’Europa hanno il dovere di porre fine alle disastrose condizioni di Lesbo e di consentire alle persone in cerca di protezione di essere accolte in modo umano”, con “un’equa divisione delle responsabilità tra gli Stati dell’Ue nell’accogliere i richiedenti asilo”. E se non tutti gli Stati membri sono pronti, secondo l’arcivescovo “deve andare avanti una coalizione umanitaria di volenterosi”.
Anche il presidente del Comitato centrale dei cattolici tedeschi (Zdk), Thomas Sternberg, oggi ha chiesto agli Stati europei e in particolare al governo federale un “aiuto immediato”, anche con modi “poco convenzionali” per dare soluzioni rapide ai rifugiati di Moria. “Abbiamo guardato dall’altra parte in Europa per troppo tempo. Ora non ci devono più essere ritardi nell’attesa di una soluzione paneuropea”, ha osservato Sternberg che punta il dito contro l’Ue e il suo “drammatico fallimento” per “non essere riuscita a definire un meccanismo di ammissione efficace e una politica comune in materia di asilo e rifugiati”.
Nelle settimane scorse in Germania Pax Christi aveva avviato la campagna “No Christmas in Moria”, mentre altre Ong, sempre in Germania, avevano lanciato lo slogan “Wir haben Platz“, “Noi abbiamo posto”, perché i tredicimila rifugiati di Lesbo potessero essere accolti in Germania. Il 7 settembre gli attivisti avevano posto tredicimila sedie nella spianata di fronte alla sede del Bundestag a Berlino denunciando come “centinaia di municipalità e molti Länder tedeschi si fossero dichiarati pronti ad accogliere queste persone, ma – l’accusa delle ong – il governo federale lo ha impedito”.

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