Nuovi cardinali: vescovo di Hong Kong Stephen Chow, “evangelizzare non implica proselitismo”

“Sia Papa Francesco che il suo predecessore, Papa Benedetto XVI, hanno chiarito che l’evangelizzazione non implica proselitismo. E lo ha ribadito durante il volo di ritorno dalla Mongolia. Evangelizzare significa testimoniare l’amore di Dio, che veglia su di noi e ci rialza quando siamo giù. Non si tratta di proselitismo, che consiste nel convincere gli altri che noi abbiamo le risposte migliori”. È quanto sottolinea mons. Stephen Chow, vescovo di Hong Kong, in una riflessione pubblicata oggi sul quotidiano online della diocesi “Sunday Examiner”, alla vigilia del Concistoro di sabato 30 settembre, nel quale il vescovo verrà creato cardinale. “Affinché la Chiesa cresca – prosegue il vescovo gesuita –, dobbiamo attrarre gli altri con le nostre testimonianze vivificanti in modo che capiscano chi siamo e che siano disposti a collaborare” “con loro per il bene comune”. Il cammino per una reciproca fiducia è lungo. “Anche se Papa Francesco e i suoi predecessori hanno cercato seriamente di rassicurare il governo cinese sull’amorevole missione della Chiesa – spiega mons. Chow –, dobbiamo capire che esiste un contesto storico in cui la Cina è stata sfruttata e aggredita da potenze straniere, che potrebbero includere alcuni missionari. A ciò si aggiunge la burocrazia governativa che esiste in tutti i paesi. Dobbiamo quindi pregare con fervore, essere pazienti, sinceri e coerenti e mantenere viva la nostra speranza nell’amore indefettibile di Dio”. Mons. Chow ricorda il gesto compiuto da Papa Francesco in Mongolia durante la messa finale di ringraziamento, quando ha alzato la mano del cardinale Tong e la sua, augurando “il meglio al popolo cinese ed esortando i cattolici cinesi ad essere buoni cristiani e buoni cittadini”. Mons. Chow confida che avrebbe desiderato in quella “stretta di mano” anche mons. Stephen Lee, vescovo di Macao. “Tuttavia il gesto del nostro Santo Padre è abbastanza chiaro. Il nostro Papa ama molto la Cina e il popolo cinese! E non c’è alcuna contraddizione nel fatto che qualcuno sia un buon cristiano e un buon cittadino. Fondamentalmente, entrambe le identità dovrebbero poter coesistere in armonia”.

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