IV Forum Internazionale del Gran Sasso: card. Parolin, “segno di speranza che stimola l’intelligenza e la apre su orizzonti sempre più vasti”

Il IV Forum Internazionale del Gran Sasso “è un segno di speranza che stimola l’intelligenza e la apre su orizzonti sempre più vasti. Gli appuntamenti e i momenti di studio e di confronto dei prossimi giorni, possano mostrare come sia possibile costruire la civiltà dell’amore nella prospettiva delle tre forme di carità, samaritana, intellettuale e politica”. Con questo augurio da parte del Segretario di Stato Vaticano, card. Pietro Parolin, alle autorità e alle 280 persone presenti nell’Aula Magna “Benedetto Croce” dell’Università di Teramo, ha preso il via oggi pomeriggio il IV Forum Internazionale del Gran Sasso, l’evento multidisciplinare ideato da mons. Lorenzo Leuzzi e organizzato dalla diocesi di Teramo-Atri e dall’Università degli Studi di Teramo. Il titolo di questa edizione è “Allargare gli orizzonti della carità. Per una nuova progettualità sociale”. Impegnati fino a sabato 2 ottobre, nel Polo Didattico Silvio Spaventa dell’Ateneo teramano, oltre 400 relatori per 22 aree di studio e ricerca. Alla cerimonia inaugurale, moderata dal Presidente emerito della Corte Costituzionale Cesare Mirabelli, sono giunti anche i saluti del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, secondo il quale il Forum “si rivela, come di consueto, un’occasione di qualificato confronto ed approfondimento intellettuale su tematiche di particolare rilievo per la società in cui viviamo, soprattutto alla luce delle sfide che stanno contrassegnando la nostra epoca. In questo contesto – ha aggiunto il Capo dello Stato – merita apprezzamento l’impegno volto a condurre una riflessione, secondo un approccio organico e sistematico, sulle azioni positive che mondo accademico, istituzioni, enti del terzo settore e società civile sono chiamati a porre in essere per sostenere quanti versano in condizioni di difficoltà”. Presente con un videomessaggio anche il ministro dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa: “Fare della scienza e della conoscenza uno strumento di carità richiede un campo di prospettiva che è sia comportamentale che culturale. Abbiamo sempre davanti a noi le parole di Papa Francesco che in tutti i suoi interventi esorta la scienza ad avere un influsso positivo sull’uomo, a costruire un mondo migliore, più umano, più attento alla persona. Confrontarsi con le comunità scientifiche attraverso le tre forme di carità samaritana, intellettuale e politica può diventare – ha detto il ministro Messa – uno strumento e un modo di vedere il passaggio fra scienza e uomo in maniera più originale. E riconsiderare il rapporto tra scienza e società alla luce di queste tre espressioni di carità può essere particolarmente utile per tutti noi”. Parole richiamate nella riflessione da mons. Leuzzi: “Senza la carità il sapere si trasforma in informazione. L’informazione nel cambiamento d’epoca non promuove la conoscenza, ma favorisce sempre più il distacco del pensare dalla realtà. Per promuovere una nuova cultura della conoscenza è necessario allargare gli orizzonti della carità”. Intervenuti alla cerimonia inaugurale anche Marcella Gargano, direttrice generale delle istituzioni della formazione superiore del Mur, il Presidente dell’Istat Giancarlo Blangiardo, e Maria Chiara Malaguti, Ordinario di Diritto Internazionale all’Università Cattolica del Sacro Cuore e Presidente di Unidroit. Il Forum 2021, Evento Speciale della Presidenza italiana del G20, approfondirà nelle sessioni parallele di domani, venerdì 1 ottobre, ogni ambito del sapere: dall’agro-alimentare alla medicina, passando per l’economia, l’arte e lo sviluppo del territorio. Particolare attenzione sarà rivolta come sempre alla cooperazione internazionale, con la Terza Conferenza per un Partenariato Euro-Africano che darà continuità al percorso intrapreso con la Carta di Teramo sottoscritta nell’alveo del Forum 2019. Sabato 2 ottobre presenzierà alla conclusione dei lavori il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi.

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