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Romania: cattolici ed ebrei firmano Kishreinu, “simbolo della lunga amicizia, basata su apprezzamento e rispetto reciproco”

(Foto pagina facebook della Federazione delle comunità ebraiche in Romania)

“Un atto veramente storico”, così definisce Silviu Vexler, presidente della Federazione delle comunità ebraiche in Romania, la ratifica a Bucarest di Kishreinu, la dichiarazione iniziata “per consolidare i legami tra ebrei e cattolici nel mondo”. In ebraico, Kishreinu significa “i nostri legami”, e il documento è stato presentato dal Congresso ebraico mondiale il 22 novembre scorso nell’aula Paolo VI, alla presenza del card. Kurt Koch, prefetto del Dicastero per la promozione dell’unità dei cristiani. Definito allora dal card. Koch “una nuova charta”, Kishreinu è la risposta delle comunità ebraiche alla dichiarazione “Nostra aetate”, del Concilio Vaticano II. Nella capitale romena, Kishreinu è stata firmata i giorni scorsi dal presidente Vexler, dall’arcivescovo romano-cattolico di Bucarest mons. Aurel Percă e da mons. Cristian Crișan, vescovo ausiliare dell’arcieparchia greco-cattolica di Alba Iulia e Făgăraș. La dichiarazione “Nostra aetate”, spiega il presidente Vexler in un comunicato, “ha trasformato in modo fondamentale la relazione tra la Santa Sede e il popolo ebreo”. La ratifica a Bucarest di Kishreinu, ha aggiunto, “è un simbolo della lunga amicizia, basata sull’apprezzamento e il rispetto reciproco, che definisce il rapporto e il legame speciale tra la Federazione delle comunità ebraiche in Romania, la Santa Sede, la Chiesa romano-cattolica e la Chiesa romena unita con Roma, greco-cattolica”. Secondo l’ultimo censimento della popolazione (2021), in Romania vivono circa 2.400 ebrei.

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