Cuba: vescovi, “nuovo Codice di famiglia permeato da ideologia di genere, referendum confermativo si divida nei singoli articoli e non venga proposto in blocco”

La Conferenza dei vescovi cattolici di Cuba (Cocc), in un articolato comunicato si dice preoccupata per gli effetti a lungo termine che l’attuazione del Codice della famiglia potrebbe generare, dato che esso, secondo i vescovi, è permeato dalla cosiddetta “ideologia di genere”.
Di fronte ai dubbi sollevati dal documento, i vescovi propongono che per il referendum, previsto per il prossimo giugno, si sottopongano all’approvazione popolare separatamente gli articoli o i capitoli e non il progetto nel suo insieme. L’obiettivo, si spiega nel comunicato, è distinguere tra gli “aspetti positivi” del documento e sottolineare quelle che probabilmente “andrebbero eliminate, sfumate e migliorate”, principalmente quelle che destano preoccupazione e perplessità “in una parte considerevole della popolazione cubana”.
I vescovi ricordano che il popolo cubano è stato molto chiaro nella discussione previa all’approvazione dell’attuale Costituzione del 2019, nella quale ha voluto che fosse mantenuta la definizione di matrimonio come unione di un uomo e una donna, come appare nell’attuale Codice di famiglia del 1975. La Cocc assicura che questa prospettiva dell’ideologia di genere è presente negli articoli del Progetto che ridefiniscono il matrimonio, in quelli che parlano di “gestazione solidale”, “filiazione assistita” e adozione. Infatti, affermano che l’introduzione stessa del nuovo concetto di “responsabilità genitoriale” e di “autonomia progressiva del minore” può creare sospetti e ambiguità che indeboliscono il concetto di “autorità genitoriale”.
In questo momento, il Codice per la famiglia è soggetto al processo di consultazione e dibattito che si svolge nei quartieri dell’isola, dove le persone possono esprimere la propria opinione, nonché sulle piattaforme digitali sviluppate per consentire ai cubani di esprimere la propria opinione e a fronte di determinate norme, può suggerirne la modifica o l’eliminazione. Il Codice approvato dall’Assemblea nazionale il 21 dicembre 2021 e secondo l’agenda pubblica le consultazioni dureranno fino ad aprile.

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