Ucraina: Perugia, il vescovo ausiliare Salvi ha incontrato la comunità ucraina di rito greco-cattolico. “Vicini al martirio subito dal vostro Paese”

“Sono qui per testimoniare la vicinanza della nostra Chiesa diocesana a tutti voi, al popolo ucraino, alla Chiesa martire già soppressa al tempo dello stalinismo per poi risorgere da quelle macerie. E sono qui con voi per gridare il nostro grande disappunto di fronte all’atrocità della guerra, ma gridare anche verso Dio che sappia fermare questa immane tragedia, questa violenza e che cambi il cuore”. Lo ha detto il vescovo ausiliare di Perugia-Città della Pieve, mons. Marco Salvi, incontrando, ieri pomeriggio, la comunità ucraina di rito greco-cattolico del capoluogo umbro, nella chiesa della Madonna delle Grazie dove questa comunità si ritrova per le sue liturgie e attività pastorali. Si tratta di una comunità numerosa (nell’intera Umbria conta circa 5mila persone), che sta soffrendo per la guerra.
Mons. Salvi ha portato il saluto dell’arcivescovo il card. Gualtiero Bassetti, in questi giorni a Firenze per l’incontro “Mediterraneo, frontiera di pace”, che visiterà la comunità ucraina perugina, sempre presso la chiesa della Madonna delle Grazie il 2 marzo, Mercoledì delle Ceneri, alle 16. Nell’introdurre l’intervento del vescovo ausiliare, il cappellano, don Basilio Hushuvatyy, ha parlato di familiari e amici di ucraini perugini morti perché militari e di quanti non si hanno più notizie da alcuni giorni, come nel caso di suo padre. Negli ambienti ucraini umbri si parla dell’arrivo, nei prossimi giorni, di almeno 12 mila persone che si trovano attualmente in Polonia e in Romania, la gran parte di loro si ricongiungerà con familiari e amici residenti in Umbria. A sostegno in particolare dei più fragili, vittime principali del conflitto, ha ricordato il vescovo ausiliare, “oggi abbiamo indetto in tutte le chiese della nostra diocesi una preghiera per l’Ucraina e per la pace”. “La Caritas si è già messa a disposizione per collaborare con le Istituzioni locali nell’accogliere i vostri connazionali in fuga dalla guerra. Ci sono già operatori e volontari che si stanno mettendo a disposizione per vedere di rispondere in una maniera più adeguata possibile come comunità ecclesiale, anche se siamo sotto pressione per altre emergenze, ma la nostra disponibilità è piena”. Nel contempo, ha sottolineato mons. Salvi, “molte parrocchie stanno organizzando veglie di preghiere per voi, per i vostri familiari e amici rimasti in Ucraina, testimoniando la vicinanza a tutti voi non solo come sentimento, ma con la capacità di offrire con gratitudine quello che può servire al vostro momento di martirio, perché si tratta di un vero martirio subito dalla vostra Ucraina”.

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