Clima: Oxfam, “in 100 giorni 1% più ricchi responsabili 1,7 miliardi di tonnellate CO2, più dell’intera Africa in un anno”

Dalla chiusura della Cop 26 sul clima, in poco più di 100 giorni, l’1% più ricco della popolazione mondiale è stato responsabile dell’emissione in atmosfera di circa 1,7 miliardi di tonnellate di CO2. Più di quanto l’intero continente africano, abitato da 1,4 miliardi di persone, ne emetta in un anno. È l’allarme lanciato da Oxfam in occasione della pubblicazione del nuovo rapporto del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (Ipcc), che valuta l’impatto globale alla crisi climatica e la capacità di adattamento delle comunità più vulnerabili. “Le immani sofferenze denunciate nel report dell’Ipcc, devono essere un campanello d’allarme per tutti. – ha detto Nafkote Dabi, portavoce di Oxfam sui cambiamenti climatici – I più poveri del pianeta subiscono duramente le conseguenze dei cambiamenti climatici, pur non essendone responsabili. Per questo, i Paesi ricchi devono farsi carico morale ed economico di sostenere l’adattamento delle comunità più vulnerabili a eventi climatici sempre ormai estremi e imprevedibili”. Un bilancio desolante e drammatico, che vede i più ricchi del pianeta continuare a produrre livelli altissimi di emissioni, incuranti di quanto poco manchi per raggiungere il punto di non ritorno, ossia l’aumento delle temperature globali oltre 1,5°C. Da qui l’appello di Oxfam perché i governi “adottino un sistema di tassazione che renda sempre più costoso e non conveniente l’uso di mezzi di trasporto di lusso estremamente inquinanti, come aerei privati e mega yacht”. L’Africa meridionale è in questo momento una delle aree del mondo più colpite e meno preparate a resistere all’impatto dei cambiamenti climatici. Nelle ultime settimane la tempesta tropicale “Ana” ha causato decine di vittime e ridotto ai minimi termini i mezzi di sussistenza di oltre 1 milione di persone in Malawi e Mozambico, distruggendo centinaia di ettari di raccolti.

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