Sanità: l’allarme delle associazioni, “mancano mezzi da adibire a ambulanze”

Il sistema dell’emergenza e urgenza si trova costretto a fare i conti con una nuova criticità: mancano mezzi da adibire ad autoambulanze. A lanciare l’allarme sono stati, la settimana scorsa, gli allestitori dei veicoli di soccorso che, da mesi ormai, non ricevono in maniera regolare i furgoni necessari per essere trasformati in ambulanze. A loro adesso si aggiunge l’appello delle tre reti associative nazionali – Anpas, Cri e Misericordie – preoccupate per la difficoltà di reperimento di furgoni utili ad essere trasformati poi in autoambulanze e veicoli di soccorso, che sta rischiando di paralizzare o pregiudicare l’operatività. “I mezzi di soccorso, a causa delle condizioni di guida estreme – spiegano le associazioni -, degli agenti chimici necessari per la loro sanificazione, della continua evoluzione della tecnologia sia in ambito sanitario che in termini di standard di sicurezza, hanno necessità di essere sostituiti con maggiore frequenza per garantire efficienza e questa intercambiabilità costante oggi non riesce ad essere garantita. Ciò rischia di danneggiare il soccorso in generale, ma soprattutto, il soccorso apprestato dai volontari”. In Italia sono oltre mezzo milione i volontari in quest’ambito, che  dà risposte a oltre 6 milioni di chiamate di emergenza all’anno, senza contare i servizi di accompagnamento e di trasporto ordinario in ambulanza. “In un momento così delicato – dichiarano i rappresentanti di Anpas, Cri e Misericordie – facciamo appello alle regioni ed al governo, affinché si adoperino per sensibilizzare le grandi case automobilistiche, garantendo la priorità di invio dei mezzi necessari ad essere trasformati in veicoli di soccorso, indispensabili per garantire l’assistenza sanitaria, specialmente in un momento di grande pressione come quello che stiamo attraversando”.

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