Eurostat: in Europa cresciuta la spesa delle pubbliche amministrazioni. Con il Covid più fondi a sanità e sociale, meno a cultura e sicurezza

Nel 2020 la spesa totale delle pubbliche amministrazioni nell’Ue è aumentata. Si è speso di più per protezione sociale e salute. Nell’anno della pandemia la spesa delle Pubbliche amministrazioni ammontava al 53,1% del Pil. Lo afferma Eurostat in uno studio pubblicato oggi. A causa del Covid-19 e delle misure restrittive, la spesa delle pubbliche amministrazioni è fortemente aumentata rispetto all’anno precedente (46,5%) come conseguenza del calo del Pil, nonché degli incrementi della spesa totale: un aumento di 7.118 miliardi di euro nel 2020 rispetto ai 6.521 miliardi del 2019; un incremento di 598 miliardi, pari al 9,2% rispetto al 2019. Nel 2020 “la protezione sociale è rimasta di gran lunga la spesa più importante con un tasso pari al 22,0% del Pil”, scrive Eurostat. Seguono altri settori come la salute (8,0%), i servizi pubblici generali (6,2%), gli affari economici (6,1%) e l’istruzione (5,0%). Mentre i governi spendono meno per ordine pubblico e sicurezza (1,8%), difesa (1,3%), cultura e religione (1,2%), protezione dell’ambiente (0,9%) e alloggio e servizi per la comunità (0,6%). La spesa per la protezione sociale varia tra i Paesi: 10,2% in Irlanda, 12,0% a Malta e 13,1% in Bulgaria, oltre un quarto in Francia (27,3%), Finlandia (25,7%) e Italia (25,2%). Nel 2020 a spendere di più per la salute sono state invece la Repubblica Ceca e l’Austria (entrambe 9,2%) e la Francia (9,0%). Si spende di più per i servizi pubblici generali in Italia (8,7%), Grecia e Finlandia (entrambe 8,4%). Per gli affari economici ha speso di più la Croazia (11,3%), seguita da Malta (10,0%). Infine, è la Svezia ad aver speso di più in istruzione (7,2%).

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