Migrazioni: Commissione Ue, Piano d’azione contro la tratta. Proposte sanzioni nei confronti dei datori di lavoro

Prevenire e combattere il traffico di migranti “è un obiettivo strategico fondamentale del nuovo patto sulla migrazione e l’asilo e della strategia dell’Ue per l’Unione della sicurezza”, che richiede “cooperazione e coordinamento internazionali costanti”. Lo dichiara la Commissione Ue, che ora sottolinea alcuni impegni comuni sul versante migrazioni: “sviluppare partenariati operativi per la lotta contro il traffico di migranti”; “sviluppare ulteriormente tutti gli strumenti operativi, giuridici, diplomatici e finanziari a disposizione dell’Ue per rispondere alla strumentalizzazione della migrazione irregolare da parte degli attori statali, anche adottando misure conseguenti in vari settori politici quali i visti, gli scambi commerciali, lo sviluppo, l’assistenza finanziaria”. La sospensione parziale dell’accordo relativo alla facilitazione del rilascio dei visti con la Bielorussia, proposta oggi dalla Commissione, è un esempio di tali misure. Ancora: “Migliorare l’attuazione del quadro giuridico per sanzionare i trafficanti”; migliorare l’attuazione del quadro giuridico per la protezione dallo sfruttamento, incluse la direttiva antitratta, la direttiva sui diritti delle vittime, la direttiva riguardante il titolo di soggiorno e la direttiva sulle sanzioni nei confronti dei datori di lavoro; rispondere all’evoluzione delle pratiche online nonché degli strumenti che facilitano il traffico, rafforzando la cooperazione operativa e lo scambio di informazioni tra le autorità nazionali e le agenzie dell’Ue.
La Commissione Ue attacca poi il lavoro illegale, ritenuto “un incentivo chiave per la migrazione irregolare, il quale crea danni sia dal punto di vista umano che economico, esponendo le persone a rischi di sfruttamento, causando perdite nelle finanze pubbliche e limitando i diritti individuali e sociali”. La direttiva sulle sanzioni nei confronti dei datori di lavoro fornisce un quadro giuridico europeo per prevenire e contrastare il lavoro illegale dei migranti irregolari. Entro la fine del 2022 la Commissione “attuerà le misure presentate nella comunicazione e riferirà sui risultati raggiunti nella prossima relazione di attuazione, prevista al più tardi nel 2024”.

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