Ue-Consiglio d’Europa: “Programma Sud V” per migliori tutele di diritti umani e democrazia nel sud del Mediterraneo

“Proteggere i diritti umani, lo stato di diritto e la democrazia attraverso standard condivisi nel Mediterraneo meridionale”: si intitola così la quinta fase del “Programma Sud” lanciato oggi a Lisbona da Unione europea e Consiglio d’Europa. L’obiettivo di questa nuova fase, a oltre dieci anni dal lancio del programma, è “sostenere le riforme democratiche e affrontare sfide globali come la lotta contro la violenza contro le donne e i bambini, la protezione dei dati personali, la lotta contro la criminalità transnazionale”, spiega una nota istituzionale. In particolare, si offrirà “un supporto legislativo attraverso il meccanismo di risposta rapida (Qrm)” e la “progressiva costituzione di uno spazio giuridico comune tra Europa e Sud del Mediterraneo sulla base delle convenzioni del Consiglio d’Europa”. Il programma riguarda il periodo 2022-2025 ed è cofinanziato dalle due istituzioni per un bilancio di oltre 5,5 milioni di euro (Ue: 89,99%, CdE: 10,01%). Secondo il vice segretario generale del Consiglio d’Europa, Bjørn Berge, c’è un “interesse crescente” ad aderire alle convenzioni del Consiglio d’Europa, da parte dei Paesi partecipanti al programma. Significa quindi che “lo spazio giuridico comune tra l’Europa e il Mediterraneo meridionale sarà ampliato, un investimento in un futuro democratico, che sicuramente avrà un ritorno positivo”. Obiettivi e novità del programma sono stati presentati in un evento di alto livello oggi a Lisbona: ministri, rappresentanti delle autorità del Mediterraneo meridionale, delle istituzioni partner, della società civile e dei media hanno discusso di sfide comuni e prospettive per rafforzare i diritti umani, la legge e la cooperazione.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa