Sinodo: card. Grech, “tutto il popolo di Dio chiede un profondo rinnovamento della Chiesa”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Per tutti noi è stata una sorpresa ascoltare come, pur nella differenza di sensibilità, il popolo santo di Dio converga nel chiedere un profondo rinnovamento della Chiesa”. A riferirlo è stato il card. Mario Grech, segretario generale della Segreteria Generale del Sinodo, intervenuto alla conferenza stampa di presentazione del documento di lavoro per la Tappa Continentale del Sinodo sulla Sinodalità, in sala stampa vaticana. “Se possiamo riconoscere ciò che lo Spirito dice alla Chiesa ascoltando il popolo di Dio, a quel popolo che vive nelle Chiese dobbiamo restituire questo documento”, ha spiegato Grech soffermandosi sul proseguimento del cammino sinodali: “Ai vescovi verrà chiesto di ascoltare almeno le commissioni sinodali e gli organismi di partecipazione. Ma sarebbe bello che ogni Chiesa facesse lettura del Documento con un coinvolgimento ampio del popolo di Dio. Con questa scelta si ripete a un livello più profondo tutto il dinamismo sinodale: dall’ascolto del popolo di Dio i singoli vescovi potranno verificare se e quanto la sua Chiesa si riconosce nel Documento; le possibili osservazioni al Documento potranno essere inviate dalle singole Chiese alle Conferenze episcopali, le quali potranno a loro volte produrre per la tappa continentale una sintesi più organica, che contribuirà al discernimento della Assemblea continentale. In questo modo i documenti che perverranno alla Segreteria del Sinodo dalle Assemblee continentali faranno risuonare di nuovo la voce di tutte le Chiese”. “Anche in questo modo si realizza quel radicamento dello stile sinodale che il Papa ha auspicato con la decisione di tenere due Assemblee generali del Sinodo, una nell’ottobre 2023 e la seconda nell’ottobre del 2024”, ha precisato il cardinale, auspicando che “ad ogni tappa possiamo crescere in una mentalità sempre più sinodale e rafforzarci in quel ‘camminare insieme’, che è il principio fondante di una Chiesa costitutivamente sinodale”.

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