Acqua: Iob (Cevi), “risparmio idrico e pianificazione degli usi devono venire prima della costruzione di infrastrutture”

“La gestione dell’acqua deve essere affrontata con criteri del bene comune e del diritto umano all’acqua. La prima grande opera che l’Italia dovrebbe mettere in atto è la sola che può garantire il diritto umano all’acqua e ai servizi igienico-sanitari per tutti: la sistemazione della rete idrica-fognaria-depurativa in tutto il paese, eliminando le ingenti perdite, costruendo le reti fognarie separate, garantendo il buon funzionamento dei depuratori”. Lo ha dichiarato Marco Iob, coordinatore del nuovo Progetto “Blue Communities – Giovani promotori di comunità a difesa dell’acqua” coordinato dal Centro di volontariato internazionale (Cevi), in occasione della Giornata mondiale dell’Acqua. “Il risparmio idrico e la pianificazione degli usi dell’acqua – ha ammonito – devono venire prima della costruzione di infrastrutture quali invasi, dighe, canalizzazioni che hanno impatti importanti, cementificano il suolo e possono essere spesso non la soluzione, ma parte del problema della mancata tutela del ciclo idrico. Tutto ciò togliendo l’acqua dal mercato e dal mondo della finanza come primo passo per tutelarla. L’acqua è un bene comune globale, essenziale per la vita umana e per la sopravvivenza degli ecosistemi. Il diritto all’acqua è stato riconosciuto dalle Nazioni Unite come un diritto umano fondamentale e deve essere garantito a tutti senza discriminazioni”.
Il progetto “Blue Communities”, cofinanziato dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, è iniziato lo scorso 1° gennaio e intende promuovere la mobilitazione giovanile per il supporto alla creazione di “Blue Communities”, intese come reti territoriali di attori – scuole, istituzioni, cittadini, organizzazioni della società civile, gestori dell’acqua, amministrazioni locali, operatori economici – che collaborano in modo attivo e responsabile per la riduzione dei consumi diretti e indiretti di acqua, in risposta all’aggravarsi della scarsità idrica. L’iniziativa quindi si rivolge ai giovani dai 14 ai 30 anni nelle regioni del Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Sicilia. Grazie al progetto, viene spiegato in una nota, “si creeranno reti che si occuperanno di informazione e sensibilizzazione, ma anche dell’adozione e promozione di comportamenti concreti riguardo al risparmio idrico, sia diretto che indiretto. Saranno comunità fortemente radicate sul territorio, che interagiranno tra loro nella consapevolezza che la questione idrica e il cambiamento climatico sono sfide di portata globale. La gravità della siccità in Italia richiede una gestione attenta e sostenibile delle risorse idriche, basata sui principi del bene comune e del diritto umano all’acqua”. “Per affrontare i gravi problemi dell’acqua, in Italia e nel mondo, è necessario un approccio partecipato e integrato”, ha concluso Iob: “In questo senso, le ‘Blue communities’ rappresentano un modello innovativo di gestione dell’acqua, che prevede la partecipazione attiva della società civile e delle autorità locali, la promozione dell’accesso all’acqua potabile come diritto umano, la protezione delle risorse idriche e la promozione di politiche di gestione sostenibile dell’acqua pubblica”.

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