Argentina: vescovi Commissione Caritas su incendi nel Nordest, “aiuto a popolazione, è emergenza umanitaria ed ecologica anche per i ritardi e le mancanze delle Istituzioni”

I vescovi della Commissione episcopale di Caritas Argentina hanno diffuso un messaggio esprimendo vicinanza e sostegno di fronte alla grave situazione in cui si trovano molte città del nord-est del Paese, e in particolare il territorio di Corrientes, a seguito degli incendi in corso da diverse settimane. Nel loro messaggio, firmato da mons. Carlos Tissera, vescovo di Quilmes e direttore di Caritas Argentina, e dagli altri componenti della commissione, i vescovi apprezzano le manifestazioni di solidarietà (già 15mila le persone che hanno effettuato donazioni) e il lavoro disinteressato svolto da tutti i volontari, mentre lamentano il ritardo nelle risposte a questa emergenza umanitaria ed ecologica.
“Come vescovi responsabili dell’animazione della struttura della Caritas nazionale, e facendo eco a ciascuno dei pastori del nostro Paese, desideriamo che ogni abitante di Corrientes avverta la nostra vicinanza e il nostro aiuto”, si legge nella nota.
Ed è effettivamente quello che si sta sperimentando, grazie alle “travolgenti manifestazioni di solidarietà che provengono da ogni angolo del nostro Paese; alcune attraverso le nostre strutture e molti altri attraverso iniziative di associazioni, movimenti e privati. Facciamo parte di un popolo che nel suo insieme prova dolore nel vedere fratelli che abbandonano le loro case, perdono le loro cose e vedono bruciare ciò che si semina e si lavora nei campi. Siamo travolti anche dalla tristezza e dall’impotenza quando vediamo animali, specie ed ecosistemi distrutti dal fuoco: all’emergenza umanitaria si aggiunge l’emergenza ecologica”.
Proseguono i vescovi: “Siamo pieni di ammirazione per la dedizione e il coraggio dei nostri vigili del fuoco, di tutti coloro che, senza paura di perdere la vita, combattono le fiamme, soccorrono i fratelli, proteggono e si prendono cura di coloro che sono uniti da quella stessa coscienza cristiana che ci fa prendere coscienza che, là dove si soffre, è Cristo stesso che soffre”.
Ma il messaggio affronta anche il ritardo nei soccorsi e la mancanza di tutela dell’ambiente: “Chi è responsabile di un così grande disastro e chi è responsabile del ritardo nelle risposte? Ci fa ribollire il sangue sapere che molte di queste situazioni potrebbero essere evitate se fossimo più attenti a preservare l’ambiente e a prevedere l’investimento di denaro pubblico per un’efficace lotta antincendio”.

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