Anziani non autosufficienti: Auser, “per essere all’altezza della sfida demografica mettere al centro la persona con i suoi bisogni”

I non autosufficienti nel nostro Paese sono oggi 2milioni e 996mila, un numero destinato a crescere nel futuro, nel 2045 potrebbero raggiungere una cifra variabile fra 4.296mila e gli oltre 5milioni e 500mila. Molto dipenderà dalle politiche di prevenzione che verranno realizzate. “Gli anziani non autosufficienti esprimono una domanda di assistenza e bisogni molto complessi a cui si riesce a dare risposta a fatica, un peso che le famiglie portano sulle loro spalle spesso in solitudine. Per essere all’altezza della sfida demografica che ci attende occorre mettere al centro la persona con i suoi bisogni (affettivi, sanitari, sociali, culturali); l’integrazione dei servizi di assistenza è una delle condizioni essenziali ai fini della qualità dell’assistenza sociosanitaria alla popolazione anziana non autosufficiente”. Lo evidenzia l’Auser, che, con la ricerca di Claudio Falasca “Anziani non autosufficienti e integrazione sociosanitaria nei Piani regionali” presentata a Roma oggi, giovedì 18 novembre, in occasione del X Congresso nazionale, ha messo sotto la lente d’ingrandimento i Piani sanitari e i Piani sociali delle regioni. Quello che emerge è una vera “babele” con grandi ritardi nell’integrazione dei servizi sociali e sanitari. “L’Italia – ricorda la ricerca – vede la copresenza di 21 sistemi sociosanitari diversi, con rilevanti disparità nella fruizione di servizi fondamentali da parte dei cittadini. In media i Piani regionali hanno un generico valore programmatico, spesso senza misurare, senza dire chi, come, quando, con quali risorse verranno realizzate le misure previste”.
L’analisi è stata realizzata quantificando il numero delle pagine dedicate ai temi principali trattati nei Piani. Le pagine dedicata agli anziani nei Piani regionali sono solo il 3%, le risorse dedicate agli anziani nei Bilanci regionali sono lo 0,2%. Eppure, “nel 2045 gli over 65 saranno in media il 33,6% della popolazione. Sempre più vecchi, con le fragilità legate all’aumento dell’età, e sempre meno caregiver familiari, nel 2045 l’indice di ricambio si ridurrà della metà. Inoltre molte famiglie rischiano la condizione di povertà come conseguenza della non autosufficienza”.
Oggi “gli anziani soli sono circa 4 milioni, il 74% degli over 65 ha meno della licenza media, hanno poca dimestichezza con i mezzi digitali e rischiano l’emarginazione; il desiderio di una vita autonoma nella propria casa e nel proprio quartiere è forte, ma sono ambienti sempre più ostili per le persone con limitazioni funzionali”.

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