Autismo: Lassi (psichiatra), “la spiritualità è una parte importante dell’esperienza umana che deve essere espressa con la pratica religiosa”

“Nelle persone con disturbi del neurosviluppo esiste una dimensione spirituale”. A ribadirlo è Stefano Lassi, psichiatra e vicepresidente Società Italiana per i Disturbi del Neurosviluppo, intervenuto durante il webinar dal titolo “Autismo e spiritualità: anche voi siete i buoni samaritani”, questa mattina. “Quando si parla di spiritualità – ha osservato – si fa riferimento all’esperienza umana con il trascendente, strettamente collegata alla qualità di vita di ciascuno. Che la vita spirituale abbia uno spazio importante per le persone con disordini del neurosviluppo è un tema noto”. “C’è un movimento scientifico volto a stabilire e riconoscere di più l’importanza di questa dimensione”, tanto è vero che “l’Oms – ha ricordato – sta rivedendo il concetto di salute, cominciando a parlare di uno stato di benessere anche spirituale”. “La miriade di studi prodotti su spiritualità e salute mentale – ha affermato l’esperto – dimostrano come avere una vita spirituale determini il miglioramento nella gestione di alcune patologie. La spiritualità ha un impatto importante sulla salute mentale. Come specialisti dobbiamo conoscere le credenze spirituali delle persone. Le persone con disabilità dello sviluppo neurologico anche nelle forme più gravi sono supportate da una serie di scoperte neuro scientifiche che suggeriscono l’importanza della dimensione spirituale. Questo sembra avere un forte impatto benefico sulla vita delle persone con disabilità intellettiva o con sindrome dello spettro autistico. Avere una fede religiosa è comunque un sostegno che permette alla persona di esprimersi e affrontare in modo soddisfacente la loro vita. La preghiera si è dimostrata essere una espressione spirituale importante. Spesso c’è diffidenza riguardo alla possibilità che le persone con dei disturbi abbiano una dimensione spirituale ma è un pregiudizio; dobbiamo favorire l’applicazione dei valori morali partendo dalla persona, aiutando i caregiver attraverso le istituzioni religiose, per includere le persone e coinvolgerle. La spiritualità – ha concluso – è una parte importante dell’esperienza umana che deve essere espressa con la pratica religiosa”.

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