Bulgaria: 80° anniversario del salvataggio degli ebrei. Messaggio del patriarca ortodosso Neofit e del Santo Sinodo 

“Il 10 marzo 1943 è la data in cui ricordiamo quando il nostro popolo ha fermato la deportazione dei bulgari di origine ebrea verso i lager nazisti della morte”: inizia così il messaggio firmato dal patriarca ortodosso bulgaro Neofit e dai metropoliti del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa bulgara. Nel testo viene ricordato il ruolo cruciale dei metropoliti Stefan e Kirill, “un ruolo sempre riconosciuto con gratitudine dalla comunità ebrea”. “Nella notte tra il 9 e il 10 marzo 1943, il metropolita Stefan cerca un incontro urgente con le autorità statali per esprimere il dissenso della Chiesa per la deportazione imminente, mentre il metropolita Kirill entra dagli ebrei chiusi nella scuola di Plovdiv e dice alle guardie che se non li avessero rilasciati, sarebbe partito con loro”. Ancora nel 1940, la posizione del Santo Sinodo è contro le leggi antisemitiche definendo le disposizioni “ingiuste”. “Alcun ebreo, residente sul territorio canonico dell’Esarcato bulgaro all’epoca è stato mandato nei lager della morte”, reclamano il patriarca Neofit e i metropoliti. Nel messaggio vengono ricordati “con profondo dolore gli oltre 11mila ebrei dai territori limitrofi, che si trovavano sotto la temporanea amministrazione laica bulgara, vittime dell’Olocausto”. “Anche oggi – si afferma -, quando dobbiamo affrontare le manifestazioni contemporanee della xenofobia, l’antisemitismo o l’odio di qualsiasi tipo dobbiamo ispirarci all’esempio di questi nostri predecessori”.

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