Sinodo: card. Hollerich (Ccee), “spero che ci aiuterà ad essere una Chiesa missionaria, di fronte al declino del cristianesimo in Europa”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Spero, e non sono solo io, che il Sinodo ci aiuterà ad essere una Chiesa missionaria, perché abbiamo un declino del cristianesimo in Europa”. Lo ha detto il card. Jean-Claude Hollerich, vicepresidente del Ccee, presidente della Comece e relatore generale del Sinodo, presentando oggi a Roma, presso la Sala Marconi della Radio Vaticana, l’Assemblea continentale del Sinodo, che per l’Europa vedrà riunirsi a Praga, dal 5 al 12 febbraio 2023, 200 delegati in presenza più 390 delegati “on line”. “Questo Sinodo non dovrebbe privarci dall’essere nuovi missionari”, ha proseguito il cardinale, secondo il quale “la missione della Chiesa è di proclamare Cristo, di proclamare il nostro impegno per la creazione, ma anche per la giustizia e la pace, e un impegno di tutto il popolo di Dio. Una Chiesa sinodale è prima tutto una Chiesa missionaria”. Nel suo intervento, il card. Hollerich ha notato che il lavoro fatto finora è stato un lavoro di ascolto. “Mi sento sempre consolato – ha detto – quando penso a quel tempo di preparazione. Un gruppo di uomini, donne, religiosi, vescovi, si incontrano e sanno che devono mettere da parte le loro idee e desideri per ascoltare quello che il popolo di Dio ha detto”. “Il frutto di questa lettura di discernimento è il documento che avete letto”, ha aggiunto il porporato: “Sono stato molto colpito da quanti punti in comune sono venuti dai differenti continenti. Lo avevo immaginato molto differente, pensavo che ci sarebbero stati problemi chiaramente europei, latinoamericani o asiatici. Naturalmente si sente il tocco della cultura e le relazioni hanno toni differenti, ma molto è in comune e ora questo documento deve essere letto in un atteggiamento di preghiera”. Hollerich ha inoltre rivelato di trovare “entusiasmante che il Papa voglia che viviamo davvero il Concilio Vaticano II e la Lumen Gentium”. “Non è un Sinodo sull’omosessualità o sulla poligamia”, ha precisato: “è un Sinodo che vuol essere fedele a ciò che la gente dice, ascoltandola e lavorando insieme per la Chiesa del futuro. Siamo Chiesa insieme: anche le tensioni sono necessarie, perché appartengono a questo processo. Non ci sono risposte pronte: è un unico processo di ascolto e discernimento, e il risultato dovrebbe essere qualcosa di nuovo, suggerito dallo Spirito”.

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