Cile: card. Aós (presidente Cech), “i diritti umani risiedono nella dignità della persona”

(Foto: Conferenza episcopale cilena)

“La Chiesa fonda l’essenza dei diritti umani nella natura umana creata da Dio e nella legge naturale. Di conseguenza, i diritti umani risiedono nella persona, come soggetto di potere e origine dello Stato. Pertanto, i diritti dell’uomo non sono concessioni degli Stati, ma sono di ciascuno in forza della sua dignità. Gli Stati devono garantire, promuovere e difendere la conoscenza e l’effettivo esercizio dei diritti di tutti i cittadini”. È quanto ha sostenuto ieri, di fronte alla Costituente del Cile, il card. Celestino Aós Braco, arcivescovo di Santiago e presidente della Conferenza episcopale cilena (Cech), convocato dopo aver fatto richiesta di essere ascoltato. Il porporato era accompagnato da Valeria López Mancini, segretaria generale aggiunta della Cech.
Proprio quest’ultima ha affermato, all’inizio dell’udienza, che “una Costituzione dovrebbe non solo attenersi all’organizzazione del potere politico, alla sua distribuzione e ai suoi limiti, ma anche delineare un certo orizzonte o obiettivi, e questo si realizza attraverso l’insieme dei principi costituzionali”, aggiungendo che “l’uguaglianza non è il prodotto di dichiarazioni di diritti, ma piuttosto che questi si fondano sull’uguaglianza, che emana dalla comune dignità che ogni creatura umana h, e che rende degno di rispetto in quanto tale”.
Il card. Aós, citando più volte il magistero di Papa Francesco, ha poi parlato della libertà religiosa, che è fondata sullo stesso concetto di dignità della persona e quindi fa parte dei diritti fondamentali, ricordando che “tutti gli uomini devono essere liberi dalla coercizione, sia da parte di singoli, sia da parte dei gruppi sociali e di ogni potere umano, in modo che, dal punto di vista religioso, nessuno sia costretto ad agire contro la propria coscienza, o gli sia impedito di agire in conformità a essa in privato e in pubblico, da solo o in associazione con altri, nei limiti propri”.
Dopo la presentazione, è seguito un dialogo tra la Commissione e i rappresentanti della Chiesa, durante il quale sono stati toccati aspetti quali i diritti umani, lo sguardo al modello dello Stato confessionale o laico, l’educazione e il ruolo della Chiesa nei confronti dei popoli indigeni.

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