Coronavirus Covid-19: mons. Zedda (Iglesias), “vivere questa situazione di disagio nella speranza e nella carità verso i fratelli”

In seguito all’ultimo decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri e in sintonia con il comunicato stampa della Cei del 5 marzo 2020 e con quello della Conferenza episcopale sarda (Ces) pubblicato nella stessa data, “nel pieno rispetto degli interventi delle competenti autorità e nel confermare la necessità di misure precauzionali utili ad evitare il diffondersi del contagio, pur incoraggiando tutti a superare paure ingiustificate”, il vescovo di Iglesias, mons. Giovanni Paolo Zedda, chiede ai sacerdoti e ai fedeli della diocesi di adottare, fino ad ulteriori misure decise dalle autorità istituzionali, le seguenti disposizioni: “Si mantenga la celebrazione della Santa Messa sia nei giorni festivi che in quelli feriali, come anche i momenti di preghiera caratteristici del tempo quaresimale (Via Crucis, liturgie penitenziali, adorazioni eucaristiche), sempre nel rispetto delle precauzioni ribadite dalla Cei. Sono invece sospese tutte le manifestazioni pubbliche (feste patronali, processioni, ecc.)”. Nella preghiera universale delle celebrazioni eucaristiche “si inserisca un’intenzione per i colpiti dal contagio e i loro familiari, per i medici e tutti gli operatori sanitari, per quanti temono le pesanti conseguenze di questa crisi sul piano occupazionale ed economico, per chi ha responsabilità scientifiche e politiche nella gestione di questa grave difficoltà”.
Analogamente a quanto disposto per le scuole, “fino alla data indicata dal Governo nazionale si sospendano le attività di catechesi e di oratorio e gli incontri di associazioni e movimenti. I fedeli ricevano la Comunione eucaristica sulle mani e non sulla bocca.
Per lo scambio di pace si mantenga l’invito liturgico, ma si eviti la stretta di mano e si adotti un gesto di reciproca attenzione tra i vicini.
Si tolga l’acqua benedetta dalle acquasantiere”.
Riguardo alle celebrazioni relative alla dedicazione della basilica di Sant’Antioco, prevista per il 18 marzo, il vescovo, in accordo con l’Amministrazione comunale di Sant’Antioco, ha ritenuto opportuno rinviarla ad altra data.
“Esorto tutti i credenti – conclude mons. Zedda – a vivere questa situazione di disagio, nella quale è coinvolto il nostro Paese e il mondo intero, con vera fede nel Signore Risorto, nella speranza e nella carità verso i fratelli”.

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