Papa Francesco: lo sport come “macchina del business”, che “produce personaggi, non è più sport”

Al di fuori della logica della “generatività”, lo sport “corre il rischio di cadere nella macchina del business, del profitto, di una spettacolarità consumistica, che produce ‘personaggi’ la cui immagine può essere sfruttata. Ma questo non è più sport”. A lanciare il grido d’allarme è stato il Papa, ricevendo in udienza in Aula Paolo VI i partecipanti al Convegno Internazionale “Sport for all. Cohesive, Accessible and Tailored to each person” – Summit internazionale di presentazione della Dichiarazione sullo sport, si è rivolto in particolare agli atleti, che sono “un di riferimento per i più giovani”. “Nelle nostre società, purtroppo, è presente la cultura dello scarto, che tratta uomini e donne come prodotti, da usare e poi scartare”, ha ribadito Francesco: “Come sportivi voi potete aiutare a combattere questa cultura dello scarto, con senso di responsabilità educativa e sociale”. “Quante persone, che si trovavano in condizioni di marginalità, hanno superato i pericoli dell’isolamento e dell’esclusione proprio attraverso lo sport!”, ha esclamato Francesco, secondo il quale “praticare uno sport può diventare una via di riscatto personale e sociale, una via per recuperare dignità! Perciò lo sport va pensato e promosso nella logica della generatività, infatti, se ben impostato, contribuisce a generare personalità mature e riuscite, e costituisce una dimensione dell’educazione e della socialità”.

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