Papa in Kazakhstan: messa a Nur-Sultan, “essere cristiani significa vivere senza veleni”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Essere cristiani significa vivere senza veleni: non morderci tra di noi, non mormorare, non accusare, non chiacchierare, non spargere opere di male, non inquinare il mondo con il peccato e con la sfiducia che viene dal Maligno”. Il Papa ha concluso con questa immagine l’omelia della Messa presieduta all’Expo Grounds di Nur-Sultan, secondo momento pubblico della seconda giornata in Kazakhstan. “Guardare a Gesù crocifisso” è la strada della salvezza, ha spiegato Francesco: “Da quell’altezza possiamo vedere la nostra vita e la storia dei nostri popoli in modo nuovo. Perché dalla Croce di Cristo impariamo l’amore, non l’odio; impariamo la compassione, non l’indifferenza; impariamo il perdono, non la vendetta. Le braccia allargate di Gesù sono l’abbraccio di tenerezza con cui Dio vuole accoglierci. E ci mostrano la fraternità che siamo chiamati a vivere tra di noi e con tutti. Ci indicano la via, la via cristiana: non quella dell’imposizione e della costrizione, della potenza e della rilevanza, mai quella che impugna la croce di Cristo contro altri fratelli e sorelle per i quali Egli ha dato la vita! È un’altra la via di Gesù, la via della salvezza: è la via dell’amore umile, gratuito e universale, senza ‘se’ e senza ‘ma’. “Non ci sia in noi alcun veleno di morte”, l’appello finale: “Preghiamo, invece, perché per grazia di Dio possiamo diventare sempre più cristiani: testimoni gioiosi di vita nuova, di amore, di pace”.

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