Sud Sudan: Yai (Caritas), “oggi più che mai il nostro Paese ha bisogno della comunità internazionale”

In Sud Sudan è necessario un forte sostegno da parte della comunità internazionale, che oggi più che mai potrebbe essere decisivo, come spiega Gabriel Yai, direttore di Caritas Sud Sudan. I partiti principali (Splm, Sfla-I0, Ssoa, Ssopp) hanno infatti recentemente firmato un accordo di pace e lo sostengono. I diversi eserciti si sono uniti e vengono ora addestrati al fine di formare un esercito nazionale. Il Consiglio di Stato e i consigli legislativi sono stati formati e i membri delle due camere del Parlamento hanno prestato giuramento. “Questa è un’opportunità d’oro per la comunità internazionale di sostenere la costruzione della nazione. Il nostro Paese ha più che mai bisogno di un supporto politico internazionale al fine di consolidare l’emancipazione politica dei leader e di formare un esercito statale che protegga il proprio popolo. La nostra nazione avrebbe potuto iniziare questo processo appena in seguito all’indipendenza, se solo la comunità internazionale fosse stata presente per accompagnare la transizione facilitando la costruzione di un’autonomia politica nazionale e la formazione di vertici politici e amministrativi”, continua Yai.
La Confederazione di Caritas Internationalis ha accompagnato il processo di pace negli ultimi anni, che purtroppo sono stati profondamente segnati da gravi conflitti. Caritas Sud Sudan è stata creata nel novembre 2011 per rispondere ai bisogni delle persone che tornavano nel Paese e per migliorare le condizioni dei sud-sudanesi che in questi anni hanno vissuto in condizioni di grave povertà. Con una rete di diverse Caritas a sostegno di quella del Sud Sudan, è stato messo in atto un piano di programmi di emergenza e riabilitazione nelle sette diocesi.
“La Chiesa e Caritas sono state le uniche mani premurose che hanno aiutato gli sfollati interni e i rimpatriati – afferma Yai -. Durante il culmine della guerra, Caritas è stata inoltre l’unica organizzazione capace di intraprendere attività di risposta alle emergenze in tutto il Paese, senza operare alcuna distinzione in base all’appartenenza tribale delle persone”.
In tutto il Paese, Caritas ha dato il via a diversi programmi di assistenza: programmi per la sicurezza alimentare, fornitura di mezzi di sussistenza, alloggi e beni di prima necessità, e costruzione della pace. Caritas ha altresì risposto alle situazioni di emergenza create da condizioni climatiche estreme quali la siccità e le inondazioni. In alcuni luoghi sono state tentate anche attività agricole, purtroppo ostacolate dalle violenze legate ai conflitti interni.
Mentre Caritas serviva e curava la popolazione, i leader della Chiesa erano al tavolo delle trattative per parlare di pace e armonia con le diverse fazioni in guerra. La Chiesa cattolica, insieme alle altre confessioni cristiane, ha motivato e incoraggiato le diverse parti a partecipare alle trattative di pace e invitato i due leader Salva Kiir e Riek Machar ad unirsi a loro.

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