Papa in Grecia: “la vita è un diritto, non la morte” che “va accolta, non somministrata”

“Gli impegni assunti nella lotta contro i cambiamenti climatici siano sempre più condivisi e non siano di facciata, ma vengano seriamente attuati. Alle parole seguano i fatti, perché i figli non paghino l’ennesima ipocrisia dei padri”. È l’auspicio espresso da Papa Francesco nel suo saluto alle Autorità politiche e religiose, ai membri del Corpo diplomatico e ai Rappresentanti della società civile nel Palazzo Presidenziale di Atene, seconda tappa del suo 35° viaggio apostolico all’estero. “Questo Paese – ha ricordato ancora il Pontefice – improntato all’accoglienza, ha visto in alcune sue isole approdare un numero di fratelli e sorelle migranti superiore agli abitanti stessi, accrescendo così i disagi, che ancora risentono delle fatiche della crisi economica. Ma anche il temporeggiare europeo perdura: la Comunità europea – ha rimarcato Papa Bergoglio – lacerata da egoismi nazionalistici, anziché essere traino di solidarietà, alcune volte appare bloccata e scoordinata. Se un tempo i contrasti ideologici impedivano la costruzione di ponti tra l’est e l’ovest del continente, oggi la questione migratoria ha aperto falle anche tra il sud e il nord”. Da qui l’esortazione di Bergoglio a “una visione d’insieme, comunitaria, di fronte alla questione migratoria, e incoraggiare a rivolgere attenzione ai più bisognosi perché, secondo le possibilità di ciascun Paese, siano accolti, protetti, promossi e integrati nel pieno rispetto dei loro diritti umani e della loro dignità. Più che un ostacolo per il presente, ciò rappresenta una garanzia per il futuro, perché sia nel segno di una convivenza pacifica con quanti sempre di più sono costretti a fuggire in cerca di casa e di speranza”. “Le sofferenze – ha aggiunto – ci accomunano e riconoscere l’appartenenza alla stessa fragile umanità sarà di aiuto per costruire un futuro più integrato e pacifico. Trasformiamo in audace opportunità ciò che sembra solo una malcapitata avversità! La pandemia è invece la grande avversità. Ci ha fatti riscoprire fragili, bisognosi degli altri”. Il Papa ha ribadito anche “la necessità della campagna vaccinale e di privilegiare il diritto alla cura e alle cure per tutti, affinché i più deboli, in particolare gli anziani, non siano mai scartati. Gli anziani sono il segno della saggezza di un popolo. La vita è infatti un diritto, non la morte, la quale va accolta, non somministrata”.

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