Cuba: artisti e attivisti del movimento San Isidro in sciopero della fame per la libertà d’espressione. Preghiera e appello da parte di numerosi cattolici

(Foto: Adrian Martinez Cadiz)

Uno sciopero della fame contro gli arresti sommari del Governo e per la libertà d’espressione. Fa parlare di sé a Cuba a nuova “opposizione”, nata nella sede del movimento San Isidro all’Avana, composto da artisti, scrittori e intellettuali. Il loro leader, il rapper Denis Solís, nelle scorse settimane è stato arrestato e condannato per direttissima (il processo è durato tre giorni) a 8 mesi di carcere. Lo scorso 18 novembre è iniziato, allora, lo sciopero della fame di sette attivisti del movimento San Isidro. Alcuni di loro già si trovano in precarie condizioni di salute. Le forze dell’ordine impediscono ad altri attivisti di entrare nella sede del movimento, che, nonostante le smentite del Governo, è in pratica sotto assedio. Ieri pomeriggio (ora locale) un gruppo di sacerdoti, religiose e laici hanno promosso una preghiera per il Paese, a porte chiuse nella chiesa della Carità, a cui si riferiscono le foto che alcuni promotori hanno fatto giungere al Sir.
Inoltre, un gruppo di cattolici (sacerdoti, religiosi e religiose, laici) di tutto il Paese ha firmato una lettera-appello rivolta sia al Governo sia agli attivisti del movimento San Isidro, che ha avuto l’iniziale adesione di 315 persone (ma le firme stanno crescendo di ora in ora). “Noi cristiani, per essere coerenti con le esigenze del Vangelo di Gesù Cristo, che proclama la dignità di ogni essere umano come valore assoluto, e radicati nei sentimenti più profondi dell’essere cubani, esprimiamo il nostro desiderio che gli eventi che si svolgono nella sede del movimento San Isidro all’Avana non si concludano con un esito fatale”, si legge nell’appello.
“Alcuni di noi hanno posizioni politiche simili a quelle dei membri del movimento, altri sono totalmente o parzialmente in disaccordo con le loro idee o con i loro modi di esprimerle; ma siamo tutti convinti che le molestie, coordinate o consentite dalle forze dell’ordine, non siano una soluzione”.

Scrive il gruppo di cattolici: “Vogliamo tutti un Paese in cui possiamo pensare in modo diverso ed esprimerlo. Rifiutiamo le risposte che screditano o ridicolizzano”. Prosegue l’appello: “Chiediamo ai nostri pastori e alle autorità religiose il loro aiuto come mediatori, per quanto possibile, e assicuriamo loro il nostro sostegno e la nostra preghiera. Ricordiamo ai membri del Governo il loro dovere di rappresentare il popolo, tenendo conto del desiderio di molti di assistere e rispondere pacificamente allo sciopero della fame che alcuni attivisti conducono da diversi giorni”. Inoltre, “assicuriamo la nostra preghiera ai membri del movimento San Isidro”.

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