Scout morta in Val Camonica: card. Cantoni a funerali, “lacrime versate sono capitale di grazia. Chiara vede realizzarsi le promesse di Dio”

Le lacrime versate per la tragica fine di Chiara a Corteno Golgi “sono di viva commozione e non di disperazione. Non sono lacrime vane, perché il Signore non le disprezza, anzi le raccoglie tutte insieme, come un tesoro prezioso”. Così il vescovo di Como, card. Oscar Cantoni, scrive in un messaggio letto oggi durante le esequie di Chiara Rossetti, la giovane scout tragicamente scomparsa durante il campo estivo dei reparti del Gruppo Como Terzo, travolta nella sua tenda da un albero abbattuto in seguito ai gravi episodi di maltempo la mattina del 25 luglio scorso a Corteno Golgi (BS). Le parole del cardinale sono risuonate nella chiesa parrocchiale di Cristo Re in Tavernola, piena di fedeli: “Anche il Signore Gesù, che ci accompagna sempre con amore e tenerezza in ogni situazione della vita, per questo evento doloroso, piange con noi. Solo Lui sa trasfigurare le nostre lacrime raccogliendole nel suo otre, perché nulla vada perduto. Esse diventano così un prezioso capitale di grazia, un materiale destinato a fruttificare nel Regno di Dio. Questa celebrazione eucaristica – scrive il card. Cantoni – è un evento trasformante, dove le lacrime si impreziosiscono, acquistano un nuovo significato, così da diventare motivo di gioia e di consolazione. Gioia perché il Signore risorto accoglie nelle sue braccia la nostra piccola sorella Chiara. Gioia perché essa, proprio per l’efficacia del Mistero pasquale, entra nella comunione dei Santi. Gioia perché sperimenta la pienezza della vita che mai più si consuma. Consolazione perché Chiara vede realizzarsi le promesse di Dio a cui ella, nella sua giovinezza, ha aderito attraverso il cammino di fede che la comunità cristiana le ha proposto in questi anni”. “Pensiamo – conclude il messaggio – a Chiara nel Paradiso di Dio, accolta dagli Angeli e dai Santi, da oggi impegnata a riversare su noi tutti, ancora pellegrini sulla terra, sui suoi genitori e familiari, in particolare, sul gruppo dei suoi amici e amiche Scout, su questa sua Comunità parrocchiale di Tavernola, le consolazioni di Dio, di cui abbiamo tanto bisogno per vivere e sperare”.

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