Ecuador: mons. Paz (vescovi) in difesa delle popolazioni minacciate da esercito e polizia perché si oppongono alle attività minerarie

Mons. Geovanni Paz, vescovo di Latacunga e presidente della Commissione delle Culture della Conferenza episcopale ecuadoriana, ha espresso in un videomessaggio una forte preoccupazione dopo il secondo episodio di occupazione di polizia e militari della comunità di Palo Quemado e Las Pampas, avvenuto il 23 luglio. Secondo il vescovo, si tratta di minacce e pressioni rivolte alle comunità locali che si stanno mobilitando contro lo sfruttamento minerario in questa regione ecuadoriana, mentre si avvicina la consultazione popolare (prevista dall’attuale Costituzione) che potrebbe porre fine a questa pratica. “Siamo molto preoccupati per quanto sta accadendo nella comunità di Palo Quemado e Las Pampas, domenica scorsa l’esercito e la polizia sono venuti armati in parrocchia, ho detto loro che i contadini hanno solo le loro vanghe, le zappe, i loro strumenti di lavoro”, ha detto il vescovo, nel video trasmesso dalla Rete nazionale di pastorale ecologica. Per mons. Paz si tratta di una situazione inaccettabile. La Chiesa, ha spiegato, “sostiene la comunità”, che sta chiedendo ai minatori di lasciare l territorio, perché si trovano nelle loro proprietà causando seri problemi a causa degli effetti di questa attività economica. “L’impatto, la rottura del tessuto sociale è una realtà, la contaminazione ambientale che sta raggiungendo i fiumi, la distruzione della casa comune è ciò che ci preoccupa molto”, ha detto, ribadendo il suo sostegno alla resistenza della gente di Las Pampas e La Florida, riconoscendo che nel settore di Palo Quemado c’è maggiore divisione tra la gente, una diversità di opinioni dovuta alle diverse offerte economiche che le compagnie minerarie stanno facendo ad alcuni settori della popolazione.

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