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Stato di diritto: Rapporto Cese, ostacoli all’azione delle organizzazioni della società civile in tutti i Paesi Ue

In nessuno Stato membro le organizzazioni della società civile sono esenti da sfide: ostacoli nell’accedere ai finanziamenti, evoluzione dei cambiamenti socioeconomici nel settore dei media (con conseguente maggiore instabilità per i professionisti dei media), per questioni legate alla velocità della giustizia o l’aumento dei controlli. Questa è, in sintesi, la fotografia contenuta nel nuovo rapporto del gruppo “Diritti fondamentali e stato di diritto” (Frrl) del Comitato economico e sociale europeo (Cese), presentato il 7 novembre durante la conferenza sullo “stato attuale dello Stato di diritto e il suo impatto sullo spazio civico”. Il commissario europeo alla giustizia, Didier Reynders, intervenendo alla conferenza ha riconosciuto che “vincoli normativi e difficoltà” di vario genere ne limitino l’azione. “Dobbiamo proteggere, sostenere e responsabilizzare la società civile”, ha affermato il commissario. Il presidente Cese Oliver Röpke ha chiesto la creazione di un forum della società civile sui diritti fondamentali e lo Stato di diritto, per “creare slancio, a lungo termine, con un dialogo strutturato permanente con le organizzazioni della società civile, le parti sociali, i cittadini e tutti gli altri attori della società civile”. La relazione si basa su visite in Grecia, Finlandia, Portogallo, Slovacchia, Slovenia e Svezia nel 2022.

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