Esorcisti: Aie, sono 905 nel mondo di cui 3 in Cina e 2 a Taiwan. Mons. Orlita (presidente), “non siamo maghi ma aiutiamo nel cammino di fede”

(ANSA/Creazioni editoriali)

Sono 905 i soci dell’Associazione internazionale esorcisti (Aie), unico ente riconosciuto ufficialmente dalla Santa Sede, distribuiti in 58 Paesi del mondo. In un decennio, il numero è quasi quadruplicato (erano 250 nel 2012). L’Europa è il continente maggiormente rappresentato (70%), con l’Italia al primo posto (483 soci, di cui 139 ausiliari); segue il Nordamerica (13%), con Stati Uniti (62) e Messico (48); il Sudamerica (11%), guidato dal Brasile (46), e l’Asia (6%, di cui 3 in Cina e 2 a Taiwan); ancora sottodimensionata l’Africa con 13 soci. Tra i tanti progetti portati avanti nell’ottica della formazione, spicca la realizzazione di un corso di base sul ministero dell’esorcismo in Italia, Spagna, Ungheria, Ucraina, Corea del Sud, Tailandia, Brasile, Messico, Argentina. In un’intervista al Sir il nuovo presidente dell’Aie, mons. Karel Orlita, spiega: “Non pochi vescovi, più che mai desiderosi di poter contare su uno o più esorcisti impegnati nella pastorale della liberazione dall’azione straordinaria del maligno lamentano di non avere nel loro clero sacerdoti adatti a svolgere il ministero di esorcista. Non basta, dicono, avere una buona preparazione teologica ed essere bravi preti per fare l’esorcista: occorre qualcosa d’altro”. E aggiunge: “Ci sono anche persone che si rivolgono a noi come se fossimo i maghi buoni, i maghi cattolici. Non hanno un’idea chiara dell’esorcista, che è un sacerdote che svolge il ministero di Cristo con la licenza del vescovo. L’esorcista aiuta innanzitutto la persona nel cammino di fede, a migliorare la qualità della sua vita cristiana”.

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