Guatemala: Celam, solidarietà a vescovi e popolo per conflitto tra poteri. “Leader garantiscano la volontà espressa nei legittimi processi elettorali”

“Desideriamo esprimervi la nostra vicinanza e attraverso di voi esprimiamo la nostra solidarietà al popolo guatemalteco che si aspetta che i suoi leader prendano decisioni che garantiscano la volontà espressa nei legittimi processi elettorali”. Lo scrive, rivolgendosi ai vescovi del Guatemala, la presidenza del Consiglio episcopale latinoamericano (Celam), che prende, così, posizione, rispetto alla delicata situazione che il popolo guatemalteco sta vivendo a causa del conflitto dei poteri legislativo, giudiziario, esecutivo ed elettorale, in seguito alla vittoria del progressista Bernardo Arévalo alle elezioni presidenziali.
Un pronunciamento che fa seguito a quello della stessa Conferenza episcopale del Guatemala, secondo la quale “le maggiori responsabilità ricadano sulla Procura della Repubblica, che, sotto l’apparenza della legalità”, ha portato avanti azioni “contrarie al bene comune. Il sequestro dei verbali del processo elettorale è stato coperto da una decisione del giudice e questa azione è stata percepita come contraria alla legge che concede la supremazia al Tribunale elettorale supremo in materia elettorale e come una violazione del rispetto dovuto al voto del cittadino liberamente espresso”. Inoltre, “alcune risoluzioni della Corte costituzionale e della Corte suprema di giustizia, che avrebbero dovuto ristabilire l’ordine politico, non hanno risolto i conflitti perché sono state percepite come interpretazioni egoistiche della legge. Lo Stato, attraverso queste istituzioni, non ha servito il bene comune e quindi un gran numero di cittadini si è sollevato per protestare e chiedere la destituzione di coloro che hanno violato palesemente il processo elettorale”.
Il Celam, da parte sua, chiede di pregare per il Guatemala affinché “il Signore conceda la saggezza necessaria per discernere i percorsi che facilitano l’ascolto ed evitare situazioni di violenza che causano altro dolore e sofferenza”.

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