Scuola e Dad: MaTeMù (Cies Onlus), spazi aperti, connessioni e supporto socio-affettivo e educativo ai ragazzi in difficoltà

Spazi, computer, connessione e supporto educativo per ragazzi e ragazze che hanno difficoltà a connettersi da casa. È quanto dal 18 marzo sta mettendo a disposizione “MaTeMù”, lo Spazio giovani scuola d’arti del Municipio Roma I, creato e gestito dall’onlus Cies, il Centro informazione educazione allo sviluppo (cies.it). Il centro, spiegano dal Cies, ha deciso di “venire incontro alle mille difficoltà logistiche e psicologiche che molti ragazzi stanno affrontando in questo periodo. Abbiamo iniziato con 5 giovani e possiamo arrivare fino a 12 in totale sicurezza – dichiara Dina Giuseppetti, responsabile del centro -. Ci sarà solo una persona in ogni stanza, tra quelli che possono raggiungerci a piedi o in macchina. Avremo mascherine ffp2 e finestre spalancate. La presenza e l’affiancamento degli educatori è in grado di garantire la dimensione della relazione, che sostiene nei momenti di disattenzione, di noia, di distanza”. Con l’autorizzazione del Municipio Roma I e in collaborazione con Doors (progetto selezionato da impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il Contrasto alla povertà educativa minorile) la nuova iniziativa di MaTeMù punta “a supportare gli alunni ma si mette a disposizione anche di insegnanti, educatori e educatrici per concordare modalità che aumentino il sostegno. In una nuova fase di rialzo dei contagi, il Cies, così come molti enti e associazioni impegnati nel sostegno all’infanzia e all’adolescenza, registrano con profonda apprensione l’ennesimo duro colpo inferto agli studenti nuovamente privati dell’ambito per loro più importante, la scuola”. “Crediamo che tutti gli spazi territoriali possano essere a fianco della scuola per superare questo momento – aggiunge Giuseppetti – e che si debba provare a percorrere tutte le possibilità che ci offre la didattica laboratoriale, facendo fronte alle situazioni di maggiore vulnerabilità e ai rischi di estremizzazione delle marginalità sociali. L’obiettivo di tutte le attività messe in campo deve essere dimostrare che la distanza che oggi ci è richiesta è solo una distanza fisica, non sociale. Non deve essere distanza affettiva né amplificatore delle differenze di status sociale, come invece rischia di diventare”.

Lo Spazio Giovani Scuola d’Arti “MaTeMù” è aperto dal 2010 per offrire ad adolescenti spazi gratuiti di crescita artistica e culturale, ascolto, aiuto, orientamento e divertimento. In tale modo vuole contribuire a combattere le disparità di accesso alla cultura e all’arte ed essere un luogo di inclusione e di cittadinanza. Per questo realizza ogni giorno 11 corsi artistici gratuiti (musica, teatro, hip hop, fumetto), insieme a una scuola di italiano, lezioni con supporto didattico, uno sportello di primo ascolto psicologico, l’orientamento alla formazione e al lavoro e spazi di incontro e socializzazione. Dopo il primo lockdown MaTeMù, come presidio educativo, è sempre restato aperto, in sicurezza, e ha ospitato più di 30 adolescenti al giorno.

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