Previdenza: Ricotti (Patronato Acli), “quota 100 una norma per pochi. Riformare sistema pensionistico puntando su equità, flessibilità e stabilità”

“Tra pochi mesi terminerà quota 100, una norma che è servita ad una platea troppo ristretta di lavoratori”: così il presidente del Patronato Acli, Paolo Ricotti, in un editoriale pubblicato oggi su “Il Sole 24 ore” e rilanciato dalle Acli in una nota. “In base ad una ricerca inedita dell’Osservatorio del Patronato Acli – prosegue Ricotti -, abbiamo rilevato come chi abbia scelto questa finestra di uscita dal lavoro lo abbia fatto con la consapevolezza di perdere qualcosa in termini di assegno mensile, in cambio però di una qualità della vita più alta. Ecco perché oggi crediamo sia giunto il tempo di rivedere tutto il nostro sistema previdenziale, sulla base di tre principi. Equità, che oggi significa pensare ad un sistema pensionistico più giusto e che tuteli davvero tutti, anche attraverso norme accessorie. Quota 100, come abbiamo detto, è stata una norma indirizzata principalmente agli uomini, mentre le donne, che spesso arrivano alla pensione con una vita lavorativa fatta di lunghe interruzioni dovute alle gravidanze e al lavoro di cura domestico che spesso grava interamente sulle loro spalle, ne sono state praticamente escluse. Flessibilità è l’altra parola chiave, e deve essere una modalità stabile e indirizzata a tutti i lavoratori: il montante che si accumula negli anni di lavoro è un tesoretto che il contribuente dovrebbe essere libero di utilizzare scegliendo se anticipare o meno la pensione”. Questa riforma, conclude, “deve garantire infine una stabilità delle regole del sistema, perché la certezza del diritto è uno dei principi su cui si fonda la nostra Repubblica e non è pensabile entrare nel mercato del lavoro con una prospettiva di pensionamento che poi negli anni cambia fino ad essere totalmente stravolta”.

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