Economia: Istat, “la resilienza del sistema industriale” di fronte alla crisi Covid. Senza “risposta adeguata” a rischio la ripartenza della manifattura

“Nel complesso, la risposta all’impatto della crisi sembra delineare un quadro caratterizzato da una resilienza del sistema industriale in presenza sia di forti criticità tra alcuni segmenti di imprese sia di vincoli dal lato della domanda e dell’offerta”. Lo comunica oggi l’Istat nel “Focus” dedicato a “Difficoltà e strategie di reazione del sistema produttivo italiano” inserito nella “Nota mensile sull’andamento dell’economia italiana”.
“La crisi ha creato una frattura che ha coinvolto le imprese lungo due direttrici”, spiega l’Istat: “Da una parte, nei settori più profondamente colpiti dagli effetti dei provvedimenti di contenimento della pandemia, le conseguenze sono state rilevanti non solo per gli strati più fragili del tessuto produttivo, ma anche per le componenti più solide dal punto di vista sia strutturale sia di performance. Dall’altra, nei settori meno coinvolti dal lockdown, la crisi ha colpito in modo rilevante le imprese fragili e meno dinamiche”.
La reazione del sistema produttivo alla eccezionalità della fase economica legata all’emergenza sanitaria si può riassumere in comportamenti di tipo espansivo o riorganizzativo legati probabilmente ai diversi gradi di maturazione organizzativa. Il quadro complessivo “sembra mostrare da un lato significativi segnali di resilienza, veicolati attraverso strategie adattive di espansione e riorganizzazione, dall’altro seri rischi di tenuta operativa presenti in numerosi segmenti del sistema, con particolare riferimento alle micro-imprese o alle aziende con bassi livelli di produttività”. “I settori manifatturieri – conclude l’Istat – mostrano una decisa resilienza che potrebbe suggerire una ripresa dei ritmi produttivi in presenza di una riorganizzazione dei processi. La mancanza di una risposta adeguata alla crisi e l’esistenza di vincoli dal lato sia della domanda sia dell’offerta costituiscono comunque un elevato fattore di rischio per la ripartenza”.

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