Coronavirus Covid-19: Salesiani India, Rete Don Bosco in Asia Sud sostiene 1,59 milioni di persone

Covid-19 in India ha contagiato finora quasi 700mila persone e causato 19.693 morti. Pochi Stati indiani continuano a imporre blocchi per tenere sotto controllo i contagi, mentre la maggior parte ha tolto le restrizioni. Restano pesanti, segnala l’agenzia salesiana Ans, le conseguenze: “I mezzi di sussistenza sono scomparsi per un’enorme massa di popolazione. Per la maggior parte della classe media, i redditi sono diminuiti, perché i prodotti di base sono più costosi e il costo del carburante sale vertiginosamente”. In questa situazione, la Rete Don Bosco, attraverso gli Uffici di pianificazione e sviluppo di 11 Ispettorie salesiane indiane “monitora con attenzione la situazione, per essere utile ed efficace nel contesto attuale”. La risposta della rete salesiana a Covid-19 è stata coordinata fin dall’inizio con incontri e aggiornamenti regolari. I membri e i volontari della rete sono ancora impegnati in alcuni Stati indiani a fornire aiuti d’emergenza: più di 1,59 milioni di persone sono state aiutate attraverso la distribuzione di generi alimentari, cibi cotti e ingredienti vari. Inoltre, sono stati distribuiti articoli sanitari e protettivi a 595.243 persone; e attraverso un aiuto in denaro sono state beneficiate 1.969 famiglie. In un incontro on line il 29 giugno, sono state individuate altre iniziative urgenti da attuare. Tra queste “sostenere il personale nelle scuole e nei centri salesiani, per compensare la continua perdita di reddito dalle rette degli studenti, sviluppare reti tra i nuovi laureati e diplomati rimasti disoccupati, coinvolgendoli nelle lezioni di quartiere a vantaggio dei giovani studenti e permettendo loro di guadagnare qualcosa, avviare esperimenti di lavoro temporaneo per piccoli progetti (cash for work) nelle Ispettorie, avviare progetti agricoli per lo sviluppo delle comunità locali, supervisionare la situazione dei migranti che ritornano nelle città a causa della mancanza di lavoro nei loro luoghi di origine e fare pressione sui governi per l’attuazione della legge interstatale sui lavoratori migranti in ogni Stato”.

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