Tutela dei minori: mons. Baturi (Cei), “serve una nuova visione per ispirare la generazione presente e quelle future”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Limitarsi a reagire alle denunce dei crimini significa limitarsi a una logica di emergenza e di intervento ex post. La sfida è di promuovere una vera condivisione di linee comuni e di evitare interventi puntiformi e a posteriori tendendo a promuovere un vero rinnovamento e conversione. Serve una nuova visione”. Lo ha affermato mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari e segretario generale della Cei, aprendo ieri il II Incontro nazionale dei Servizi territoriali per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili, in corso a Roma sul tema “Rispetto. Generare relazioni autentiche”. Nella prolusione, mons. Baturi ha ripercorso il cammino normativo della Chiesa dagli anni Duemila a oggi, dalle Linee guida delle Conferenze episcopali ai motu proprio di Papa Francesco, sottolineando come la responsabilità primaria in materia spetti al vescovo diocesano, chiamato però ad agire “in sinergia” con i servizi regionali e nazionali. Per il segretario generale della Cei, “la Chiesa in Italia può sviluppare un’opera di educazione tale da divenire modello di sperimentazione della prevenzione per tutta la società”. Centrale, nel suo intervento, il richiamo all’accompagnamento delle vittime: “L’ascolto si deve tradurre concretamente nella disponibilità evangelica a prenderci cura di chi è stato ferito, ad accompagnarlo in un percorso di riconciliazione, guarigione interiore e pace”.

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