Tutela dei minori: don Pagniello (Caritas), “ogni persona che arriva in un centro di ascolto porta tre-quattro bisogni”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Ogni persona che arriva in un centro di ascolto Caritas porta con sé dai tre ai quattro bisogni. Una povertà complessa, una povertà multiforme”. È la fotografia tracciata da don Marco Pagniello, direttore di Caritas italiana, nel suo intervento alla tavola rotonda pomeridiana del II Incontro nazionale dei referenti territoriali del Servizio nazionale per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili, in corso a Roma. Per don Pagniello, “quando si arriva in un centro di ascolto Caritas ci sono maggiori condizioni per essere vulnerabili, cioè maggiori condizioni per essere feriti, perché a volte pur di ottenere un aiuto la persona si presenta ormai sfinita”. Di qui la necessità costante di formazione: “L’arte dell’accompagnamento deve diventare un’arte, non si può improvvisare”. Il direttore di Caritas italiana richiama l’esortazione apostolica Dilexi te di Leone XIV: “Nel volto del povero noi incontriamo Cristo”. Tra le emergenze crescenti, il connubio tra povertà e salute mentale, la povertà degli anziani e il tema abitativo. “Caritas non nasce assolutamente per essere assistenziale – conclude -. Il vero obiettivo è creare comunità che sappiano sempre più includere e integrare le persone in difficoltà, accompagnandole verso quella autonomia di cui tutti hanno diritto”.

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